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FOTO CORRIERE DELLA SERA - Milano, 9 aprile - Una strage insensata si è consumata questa mattina all'interno del Palazzo di Giustizia di Milano. 

Verso le 11.00 della mattina un uomo, eludendo tutte le misure di sicurezza, è riuscito ad entrare in Tribunale armato di pistola.

Raggiunto il terzo piano del palazzo, l'uomo ha sfoderato l'arma e ha iniziato a sparare provocando la morte di tre persone.

Fra le vittime il giudice fallimentare Fernando Ciampi, l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani e un altro imputato, Giorgio Erba. Tutti sono morti poco dopo la sparatoria. 

Dopo aver commesso i delitti, l'omicida si è dato subito alla fuga a bordo di uno scooter, ma è stato catturato dai Carabinieri a Vimercate, vicino a Milano, intorno alle 12.20.

L'OMICIDA 

Il killer è stato identificato subito dopo la cattura: è Claudio Giardiello, un uomo nato 57 anni fa a Benevento e attualmente residente in Brianza.

L'uomo, separato e padre di due figli di 24 e 33 anni, gestiva alcune società immobiliari, che però stavano attraversando diverse difficoltà finanziarie.

Giardiello era stato accusato di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della società Magenta S.R.L., della quale possedeva la maggioranza delle quote.

Secondo alcune indiscrezioni, Giardiello sarebbe andato a processo per aver costituto con altri coimputati dei fondi neri.

Valerio Maraniello, l'ex avvocato di Giardinello, ha riferito di aver abbandonato la difesa del cliente perché "era ingestibile". L'Avvocato ha inoltre aggiunto che il suo ex cliente era "paranoico", e pensava che tutti lo volessero raggirare.

Dopo l'accaduto tutti si sono domandati come il killer possa essere riuscito ad entrare in Tribunale armato di pistola, visto che all'entrata del palazzo ci sono i metal detector.

Sembra che Giardiello sia entrato attraverso l'ingresso riservato agli avvocati, che si trova in Via Manara, esibendo un tesserino falso e sbiadito, che probabilmente si era procurato apposta per commettere gli omicidi. 

Dopo essere stato catturato Vimercate, il killer avrebbe riferito ai Carabinieri di essersi recato lì per uccidere un'altra persona, ritenuta da lui responsabile dei fallimenti delle sue società.