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Milano, 14 aprile - La strage avvenuta giovedì scorso all'interno del Tribunale di Milano fa riflettere sulla sicurezza dei luoghi pubblici; tuttavia, suscita anche qualche considerazione in più, soprattutto in merito alle dichiarazioni rilasciate durante l'interrogatorio dall'autore della strage, l'imprenditore Claudio Giardiello

Durante il primo interrogatorio Giardiello ha affermato: "Sarebbe troppo lungo spiegare tutte le ingiustizie che ho subito. Mi riservo di farlo..."  Dopo aver pronunciato questa frase si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

Da questa frase si deduce chiaramente che Giardiello ha voluto vendicarsi dei presunti mali che avrebbe patito, compiendo una strage eclatante e coinvolgendo anche persone estranee alla sua vita passata, come il giudice Fernando Ciampi e l'avvocato Lorenzo Claris Appiani. 

Questo significa che non era intenzione dell'uomo colpire solo i diretti responsabili della sua rovina (e anche solo questo sarebbe stato ingiustificabile e aberrante).

Giardiello, infatti, voleva solo colpire, ossia restituire al mondo le presunte ingiustizie patite, secondo una logica alquanto triviale e primitiva, che così si può riassumere: il mondo (che in quest'ottica viene visto come insieme indistinto di persone senza individualità) mi ha fatto soffrire, mi ha fatto dei torti, e io restituisco al mondo i torti subiti. Non importa chi colpisco, l'importante è che io colpisca per vendicarmi del mondo.

È inutile dire che l'etica di Giardiello è un'etica primitiva, fatta di restituzioni grossolane e feroci vendette. È la stessa etica della prima fase biblica (quella che precede l'avvento dei profeti), durante la quale, ad esempio, i figli venivano colpevolizzati per i delitti dei padri. 

Secondo questa prospettiva non importa chi ha commesso l'ingiustizia, l'importante è che qualcuno la paghi. Da quest'etica l'Occidente si è svincolato da tempo, grazie prima all'avvento del cristianesimo, poi dell'illuminismo. Tutti i codici penali moderni infatti affermano che la responsabilità penale è personale, che in altre parole significa che solo chi ha commesso il fatto debba essere sanzionato.  A questo risultato ci siamo arrivati dopo secoli di elaborazione culturale. 

La strage avvenuta in Tribunale mi fa riflettere sulla mentalità che, purtroppo, è ancora diffusa in alcuni strati della nostra società; una mentalità pre-cristiana, pre-illuministica, appartenente alle prime fasi dello sviluppo delle religioni (ossia parecchi secoli prima di Cristo). 

In barba a tutti i progressi tecnologici, oggi ci ritroviamo ancora con soggetti che ragionano come trenta secoli fa. 

È la stessa mentalità che fa dire ad alcune persone che una donna merita lo stupro quando è "facile", o quando indossa una minigonna. È la stessa mentalità di chi sostiene che alcuni uomini o alcune donne siano inferiori per natura. Potrei citare altri esempi ma mi fermo qui. 

Che fare? Niente, essere consapevoli della trivialità di simili ragionamenti per allontanarli sempre più da noi.

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