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Milano, 16 aprile - Per incrementare gli investimenti e l'occupazione sarebbe a mio avviso necessario procedere ad una riforma complessiva della formazione aziendale.


Le riforme che il Governo ha messo in atto possono certamente stimolare gli investimenti, tuttavia sarebbe necessaria anche l'implementazione di un ulteriore progetto. 

Bisogna fare una dovuta premessa. L'economia attuale è globalizzata, i mercati non solo più stabili ma in continuo fermento, in continuo mutamento. Questo richiede la formazione continua del personale. Bisogna quindi svicolarsi dalla vecchia logica, secondo la quale basta aver maturato un po' d'esperienza per conoscere il lavoro che si sta svolgendo, perché oggi nessun lavoratore (dal professionista all'operaio) può dirsi completo senza   una formazione continua.  

È indispensabile, prima di tutto, che questo concetto sia ben presente ai lavoratori.

Le imprese, invece, dovrebbero iniziare a considerare con più attenzione il concetto di competenze trasferibili, che interessa soprattutto quella fascia di lavoratori ultra-quarantenni, che hanno maturato delle esperienze lavorative e che sono in cerca di lavoro.

Tali soggetti a volte vengono, come spesso si dice, considerati "fuori mercato" per via dell'età, non tanto dal punto di vista anagrafico, quanto da quello delle competenze acquisite. Infatti, come ho già sottolineato, l'esperienza lavorativa acquisita solo dieci anni fa è già superata perché i mercati si evolvono in continuazione.

Questo è un ciclo che si ripete e il Governo dovrebbe subito affrontare il problema; infatti, vista la rapida evoluzione dei mercati, ci ritroveremo sempre con persone di 40/50 anni che non riescono a trovare lavoro, e contemporaneamente sono troppo giovani per andare in pensione.

Questo fattore può destabilizzare la società. Allora è necessario attuare un serio progetto formativo, affinché i 40/50enni possano essere, come è doveroso, riassorbiti nel mondo del lavoro.

È quindi indispensabile che tutti i Governi Occidentali, non solo quello Italiano, provino ad elaborare delle soluzioni partendo dalla costruzione di progetti relativi alla formazione aziendale.

Andando più in concreto partirei dal concetto di competenze trasferibili. Cosa sono? Per essere più celere nella mia esposizione, riporto fedelmente la definizione del sito http://career.lifetips.com/ , secondo il quale le competenze trasferibili "sono competenze che possono essere utilizzate in varie carriere o posti di lavoro. Capacità di gestione, capacità di comunicazione, capacità organizzative, e di insegnamento, competenze di formazione sono esempi di competenze che possono essere trasferite tra le categorie di lavoro..."

Credo che l'Unione Europea abbia già attuato dei progetti sulle competenze trasferibili. Ora sta anche al Governo partire da un progetto base e svilupparlo.

Tutti il lavoratori 40/50enni hanno sicuramente sviluppato delle competenze trasferibili, o trasversali. Le agenzie interinali, che prendono fondi per la formazione, dovrebbero spendere quei fondi anche per organizzare dei colloqui con i 40/50enni per individuare le loro competenze trasferibili ed indicare loro una strada possibile.

Parallelamente, ogni azienda, anche grazie a fondi come Forma.Temp che andrebbero a coprire solo i costi della formazione, dovrebbe organizzare dei corsi mirati a far acquisire ai futuri assunti, o al personale già assunto, le competenze necessarie allo svolgimento della mansione lavorativa. 

Per i futuri assunti i corsi dovrebbero essere organizzati in questa maniera:

1) selezione delle persone che dovranno frequentare i corsi aziendali; le agenzie interinali, se ancora non l'hanno, dovranno avere un database con le competenze trasferibili delle persone in cerca di lavoro, e segnare quelle adeguate alle imprese in cerca di lavoratori;
2) i corsi devono essere svolti in azienda con delle prove ed esercitazioni pratiche;
3) l'azienda che svolge i corsi non riceverà direttamente soldi per la loro organizzazione, ma, quando assumerà i corsisti otterrà uno sgravio fiscale sul costo del singolo lavoratore assunto e la restituzione, grazie a fondi come Forma.Temp, dei costi sostenuti per la formazione. 

Quest'ultimo punto è molto importante; infatti, con la messa in atto di un progetto simile si avvantaggerebbero le imprese, che potrebbero assumere personale già qualificato avvalendosi di uno sgravio fiscale. Ci guadagnerebbe anche lo Stato perché le persone ricomincerebbero a lavorare, il gettito fiscale aumenterebbe (e compenserebbe lo sgravio concesso alle imprese), si risolleverebbero i consumi e l'economia potrebbe continuare a crescere.

Questo è una bozza di progetto, che ovviamente andrebbe completata. È  uno schema di massima su cui si potrebbe iniziare a discutere.

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