miclele buonincontiAsti, 14 maggio - Michele Buoninconti (nella foto), l'uomo di 44 anni accusato di aver ucciso Elena Ceste, la trentasettenne scomparsa da Costigliole d’Asti il 24 gennaio scorso, sarà sottoposto a giudizio immediato.


Secondo il Gip Giacomo Marson le prove a carico di Buoninconti sarebbero sufficienti a portare avanti le accuse. L'udienza sarà celebrata il 1 luglio davanti alla Corte D'Assise.

Il corpo di Elena Ceste è stato ritrovato il 18 ottobre 2014 nei pressi del fiume Tanaro, non molto distante dalla casa dove abitava. 

La donna era sposata da alcuni anni con Buoninconti, che lavora ad Asti come vigile del fuoco, e da lui aveva avuto quattro figli.

Subito dopo la sua scomparsa il marito ha fatto denuncia, riferendo che la moglie si era allontanata dimenticando tutti i suoi effetti personali, come gli occhiali, il telefonino e le valigie.

Questo elemento ha destato subito i sospetti degli inquirenti, perché Elena Ceste era fortemente miope, e non si sarebbe potuta allontanare senza indossare gli occhiali.

Durante le indagini sono state seguite diverse piste: quella del ricatto amoroso, quella della fuga volontaria e quella dell'omicidio.

Ritrovato il cadavere della donna, i maggiori sospetti sono ricaduti sul marito che, secondo le indiscrezioni, condizionava la interamente la vita di Elena.

Buoninconti avrebbe, secondo alcuni riscontri, una personalità ossessivo-compulsiva, che lo porterebbe a tenere tutto sotto controllo, soprattutto i familiari.

Forse Elena voleva ribellarsi a questo stato di cose, e questo avrebbe, secondo alcune ricostruzioni, suscitato la feroce reazione di Michele.

Michele, dopo aver saputo che sarà sottoposto a rito immediato, ha affermato di essere disposto a rinunciare all'eredità della moglie e a dare ai nonni materni l'affidamento dei figli.

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