tecnica - repertorio

Con questo articolo mi propongo di mettere in correlazione due fenomeni che in apparenza possono sembrare distanti, ossia l'avanzare della tecnologia e la crisi della democrazia. Perché questi due fenomeni sono correlati? Inoltre, come può reagire la politica? 


Andiamo per ordine e affrontiamo il discorso sulla tecnologia.

Il sopravanzare della tecnica ha portato all'attenzione della gente comune tematiche di una certa complessità. Ad esempio, bisogna o no sperimentare sugli embrioni? Siete favorevoli o contrari all'inseminazione eterologa? Siete favorevoli o contrari agli OGM?

Queste tematiche non sempre sono di facile comprensione per chi non è esperto in materia. Dubito, infatti, che tutti gli elettori siano in grado di dire cosa sia l'inseminazione eterologa, e la differenza fra questa e l'omologa.

Per fornire un'opinione sensata sugli OGM bisognerebbe, come di recente ha messo in luce anche il filosofo Umberto Galimberti, essere un genetista; le persone comuni, invece, nell'esprimere le proprie idee, si rifanno sempre a pensieri già predisposti e confezionati dal loro politico di riferimento.

Negli anni Settanta gli interrogativi erano molto semplici: "Siete favorevoli o contrari al divorzio?". Oggi gli interrogativi, per via dell'avanzare della tecnica, sono molto più complicati: "Siete favorevoli agli ogm? Siete favorevoli all'eterologa?"

Ora è chiaro che la partecipazione alla vita politica da parte dei cittadini è notevolmente diminuita non solo a causa degli scandali, ma anche perché le persone non sono in grado, autonomamente, di dare risposte a questi quesiti. Ecco allora che l'avanzare della tecnica ha provocato un'effettiva diminuzione della possibilità dei cittadini di partecipare alle decisioni. E questo si è verificato in tutto l'Occidente. 

"Siete favorevoli o contrari al bicameralismo perfetto?" Ma quanti sanno cos'è? Quanti percepiscono l'importanza della riforma in merito? Solo i giuristi.

Cosa può fare la politica? Quali strumenti ha per reagire? Al contrario di alcuni filosofi, io non sono pessimista in proposito.

Credo che il ruolo dei Partiti oggi sia quello di recuperare la funzione della democrazia, spiegando agli elettori, con parole semplici, i grandi quesititi riguardanti la tecnica.

Credo che si possa spiegare, in termini accessibili, cosa sia il bicameralismo perfetto, senza usare troppi tecnicismi. Questo non significa adottare un linguaggio semplicistico, significa solo usare "il linguaggio più adeguato" per interloquire con il maggior numero possibile di persone.

Se si organizzassero delle sessioni per spiegare al pubblico certi concetti, la partecipazione aumenterebbe. 

Il linguaggio, in fondo, è come un abito, va usato quello adeguato ad ogni circostanza.

Ho letto quasi tutti i libri di Bertrand Russell, filosofo che, con un linguaggio accessibile, è riuscito a portare all'attenzione del pubblico i grandi interrogativi filosofici.

Io credo nella possibilità della Politica di spiegare i grandi quesiti con parole adeguate, e credo nella possibilità delle persone di capire.

Se non ci credessi, perderei ogni fiducia nel futuro.

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