In forza della recentissima sentenza n. 20889, depositata il 15 ottobre 2015, la Corte di Cassazione, terza sezione civile, ha respinto il ricorso di un uomo, condannato al pagamento di una somma di denaro, a ristoro delle spese sostenute dalla compagna in prospettiva del matrimonio, alla cui promessa lo sposo era venuto meno.

A riguardo, la Cassazione ha disatteso tutte le censure del ricorrente, rilevando innanzitutto come gli elementi probatori a disposizione, non fossero idonei ad individuare una giustificata motivazione al rifiuto di contrarre matrimonio.

In aggiunta, secondo la Corte, è stato correttamente motivato il collegamento tra le spese supportate (e di cui la donna chiedeva la restituzione) ed il matrimonio, atteso che il totale degli esborsi si collocavano tutti in epoca prossima alle nozze, evidenziandone dunque il nesso di causalità.

In sintesi – ribadisce la Cassazione – devono ritenersi risarcibili tutte quelle spese (giustificate e finalizzate) che si sostengono in vista del matrimonio. Dunque, nel caso di specie, quelle debitamente provate dalla resistente, sia per l'abito da sposa che per gli arredi ed i lavori di ristrutturazione effettuati nella casa coniugale!

Foggia, 20 ottobre 2015

avv. Eugenio Gargiulo

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