Uno dei quesiti giuridici di attualità per i numerosissimi sportivi italiani è : pur essendo illecito trasmettere contenuti protetti da copyright ,che rischia giuridicamente chi si limita a guardare un una partita in streaming su un cd. “sito pirata”?

Sull’argomento, va evidenziata la notizia di qualche giorno fa, che il Tribunale di Milano ha ordinato a uno dei principali fornitori di connessione internet di oscurare il sito “Rojadirecta”, che trasmetteva “live in streaming” la maggior parte degli eventi sportivi quotidiani .

I giudici meneghini hanno voluto così infliggere un poderoso colpo alla cd. “pirateria digitale”, dato che proprio questo sito era uno dei principali attraverso il quale accedere alle partite di calcio italiano in streaming, non pagando, quindi, i relativi costi di visione.

Alla luce di questo provvedimento giudiziario, il dibattito sulla legalità dello streaming, in realtà mai sopitosi, è così tornato prepotentemente in primo piano.

Ma se si trae la conclusione che l'illegalità di una simile prassi sia scontata, in realtà la faccenda non è sempre stata chiara.

Qualche anno fa, infatti, una discussa sentenza della Corte di giustizia dell'Unione Europea ha dato ragione al gestore di un pub inglese che trasmetteva le partite della premier league tramite un decoder greco, "bypassando" i limiti dell'assegnazione dei diritti sportivi, che è relegata entro confini nazionali.

In sintesi, secondo quanto affermato dai giudici, vietare ai cittadini di utilizzare una scheda di altri paesi per vedere le partite di calcio risparmiando sarebbe contrario alla concorrenza dell'Unione e alla libera prestazione di servizi.

In forza di questa pronuncia, quindi, era circolata in rete la convinzione della liceità dei link a siti esteri che trasmettono un evento che, sulla base del diritto nazionale, sarebbe sottoposto a diritto di esclusiva.

Pertanto i giudici, sia nazionali che comunitari, non hanno esitato a fare maggiore chiarezza e a ribadire l'illegittimità dello streaming di eventi sportivi : trasmettere, scaricare e diffondere senza autorizzazione contenuti coperti dal diritto di autore o dal diritto di esclusiva costituisce ormai pacificamente un comportamento illecito e sanzionabile!

Di contro ,che dire invece del limitarsi a guardare un film o una partita in streaming?

In questo campo, si verte in una “zona grigia” del nostro ordinamento, come di quasi tutti gli ordinamenti dell'Unione Europea. Il legislatore, infatti, non è riuscito a stare al passo con i tempi né a dare adeguata risposta a questi nuovi problemi che l'era digitale porta con sé. Con la conseguenza che, sebbene il fenomeno della pirateria possa essere in qualche modo combattuto all'origine, le armi per ostacolarne la proliferazione non sono altrettanto decise e dure.

Allo stato, appare certo è che tale comportamento non può essere considerato reato nel nostro ordinamento, così come in tutti gli ordinamenti dell'Unione Europea, nei quali, semmai, si arriva a sfiorare solo la soglia dell'illiceità amministrativa!!!

Foggia, 14 dicembre 2015

avv. Eugenio Gargiulo

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