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bancomat Assume toni sempre più preoccupanti la guerra dichiarata dagli ambienti finanziari all’uso del denaro contante. Ciò ricorre dal momento che, proponendo la subdola esca della moneta elettronica, le banche da una parte introitino lauti profitti e dall’altra dispongano di un formidabile strumento finalizzato al dettagliato controllo della vita privata delle persone.

 

Si riconduce allo sciagurato (mal) governo Bersani-Monti l’imposizione del primo e drastico limite all’uso del denaro contante, con l’abbassamento della soglia a 1.000 euro. Soltanto gli sciocchi non vedono in quel palese maneggio la flagrante intenzione di sottoporre alla dittatura bancaria e governativa la sfera privata di ciascun cittadino. E non solo: perché, nelle ormai sempre più nominate e non elette combriccole governative, si annida addirittura chi, sempre più ignominiosamente prostrato ai piedi del potere finanziario, propone la fissazione di limiti ancor più ristretti all’uso del denaro contante, se non addirittura a perorarne l’abolizione, nell’evidente intento di riuscire a “tracciare” capillarmente ogni movimento di denaro effettuato dai gonzi, atteso che le loro davvero consistenti ruberie rifuggano invece ogni criterio di tracciabilità.

In un così degradato contesto sociale e culturale, è doveroso ricordare che, per ciascuna transazione effettuata, le banche esproprino parte della ricchezza coinvolta. Il Grande Fratello di orwelliana memoria incontra così il suo fisiologico corrispettivo nella moneta elettronica. Non importa se essa si chiami Bancomat o PayPal o in altro modo, poiché, mediante queste subdole esche, i gonzi si lasciano sprovvedutamente “tracciare” in ogni loro singolo movimento effettuato. Persino in quelli che dovrebbero riguardare la più rigorosa sfera privata di ciascuno, visto che tutto afferisca a un database gestito dalle banche con l’avallo dei loro servitori politicanti, le quali hanno in tal modo libero accesso a qualsiasi tipo di informazione sui loro sudditi.

A questo punto, si propone drammaticamente un interrogativo: ma veramente la gente vuole vivere così? Veramente esistono persone sensate capaci di illudersi ancora di sentirsi “più sicure” trincerandosi dietro il fallace mantra del “non avere nulla da nascondere”? Esistono ancora individui sempliciotti fino a questo punto? Se fosse vero, ci sarebbe da concludere che, di fronte a un cotal cascame ameboide, non avrebbero più senso i valori delle amicizie personali, degli svaghi e degli interessi soggettivi di qualsiasi natura, ivi compresi quelli destinati a rimanere più riservati, poiché ci sarebbe sempre qualcuno che andrebbe a curiosarli e a investigarli. Tali sottospecie biologiche sarebbero convinte di poter vivere meglio in un mondo dominato dalla moneta elettronica? E se un giorno loro stesse, per qualsiasi ragione, dovessero risultare in qualche modo “scomode” al sistema, non sarebbero forse prontamente emarginate dal contesto sociale mediante la montatura di apposite campagne diffamatorie? In quel caso, gettar loro addosso fango non sarebbe soltanto semplice. Sarebbe addirittura elementare! Per poterlo fare, basterà accedere ai rispettivi dati personali, tutti minuziosamente custoditi nel computer centrale del sistema. In breve tempo, esse sarebbero annientate. Anche allora costoro non avrebbero davvero “nulla da nascondere”?

Come accennato in precedenza, grazie alle transazioni elettroniche, la quasi totalità del denaro circolante affluirebbe alle banche. Per rendersene conto, basta procedere a un semplice computo. Assumendo come riferimento il valore di 100 euro, dopo averlo trasformato in moneta digitale, le spese di commissione dovute alle banche per l'utilizzo del POS, vale a dire del dispositivo idoneo per la lettura dei Bancomat e delle altre carte di credito esibite con aria di superiorità dai gonzi, vengono ricaricate sul costo dei beni acquistati. Questo dal momento che l'ambiente bancario e finanziario non conosca operazioni elargite gratuitamente. Calcolando come media lo 0,8% quale quota pretesa dalle banche per ogni transazione effettuata, ne consegue che, dopo 100 passaggi attraverso il POS, le banche introitino il 55,21% della ricchezza iniziale. Alla faccia dei sempliciotti che abbiano abboccato a quell'esca!

L'altra stupidaggine rifilata ai gonzi, è che, con l'eliminazione del denaro contante, si combatta efficacemente l'evasione fiscale. Invece la verità, difficile da ammettere da parte di una sempre più corrotta sottospecie politicante, è che, uno Stato serio, guidato quindi da persone oneste e competenti, importerebbe l'implicita disponibilità degli strumenti normalmente finalizzati al raggiungimento di questo obiettivo, senza minimamente attentare alle fondamentali libertà personali. Non bisogna inoltre dimenticare che il grosso dell'evasione fiscale, della quale abbiamo la sempre più drammaticamente quotidiana riprova, non graviti attorno all'uso del denaro contante, bensì ad appositi sotterfugi di transazione ben al di fuori della portata delle persone comuni. Per questo, l'eliminazione dello stesso serve soltanto ed esclusivamente a sottrarre al popolo l'unico strumento del quale disponga per non essere soverchiato da inique politiche economiche scientemente concepite per favorire le grosse frodi fiscali. Riguardo l'altra scempiaggine relativa al fatto che senza il denaro contante si scongiurerebbe il pericolo dei furti e delle rapine, è sufficiente ricordare il preoccupante fenomeno della clonazione delle carte di credito e dei furti di identità per poterla agevolmente demolire.

Per poter meglio comprendere la paradossale situazione determinatasi, vale la pena ricordare e riflettere sul fatto che, nel 1913, il Presidente americano Woodrow Wilson consentì la nascita della famigerata Federal Reserve, vale a dire un cartello di banche private che da allora in poi hanno il monopolio del denaro americano: un denaro creato dal nulla che poi prestano allo Stato e quindi ai cittadini, previa riscossione dei relativi interessi. Ebbene, tre anni dopo, Wilson si pentì amaramente di quella iniziativa e dichiarò: “Sono l'uomo più infelice. Ho inconsapevolmente rovinato il mio Paese. Una grande nazione industriale, è controllata dal suo sistema di credito. Ora il nostro sistema di credito è concentrato. Perciò, la crescita della nazione e tutte le nostre attività sono nelle mani di pochi uomini. Stiamo per diventare un Paese mal governato, completamente controllato e dominato. Non c'è più un governo in cui ci sia libertà di opinione; non c'è più un governo guidato dal voto della maggioranza, ma c'è un governo pilotato dall'opinione e dalla prigionia voluta da un piccolo gruppo dominante di uomini”.

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