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Giovanni Canzio, Primo Presidente della Cassazione,  ha affermato che il reato di immigrazione clandestina sia non solo inefficace, ma si dimostri talvolta anche dannoso.

"La risposta sul terreno del procedimento penale si è rivelata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa. La sostituzione del reato con un illecito e con sanzioni di tipo amministrativo, fino all'espulsione, darebbe risultati concreti", ha affermato Canzio durante l'inaugurazione del nuovo anno giudiziario, alla quale ha partecipato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.    

Per Canzio, la risposta adeguata alla clandestinità potrebbe essere una multa e, nei casi più gravi, anche l'espulsione dello straniero irregolare dal nostro territorio.

Il Primo Presidente ha inoltre affermato che, per poter legiferare correttamente, il Legislatore non dovrebbe emanare frequentemente provvedimenti d'urgenza. Le norme, invece, devono essere prodotte secondo una logica d'insieme, e non solo in base alla contingenza del momento.

Per questo motivo e per garantire coerenza all'interno dell'ordinamento giuridico, la stratificazione legislativa non dovrebbe essere troppo appesantita con norme che rischiano di renderne difficile e instabile l'interpretazione.

Sarebbe inoltre opportuno evitare cambiamenti troppo frequenti alle norme vigenti.

"Sarebbe auspicabile, pur nella mutevolezza degli aspetti economico-sociali da cui è contraddistinta la modernità, che il legislatore evitasse d'intervenire sul tessuto normativo con modifiche troppo frequenti, spesso ispirate a logiche emergenziali poco attente ai profili sistematici dell'ordinamento, rendendo così difficile il formarsi di orientamenti giurisprudenziali di lungo periodo e, per ciò stesso, più stabili e affidabili", ha asserito Canzio. 

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