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Importante innovativa recentissima sentenza della Suprema Corte: anche il semplice palpeggiamento delle natiche di una donna costituisce reato di “violenza sessuale”.

La ragione di ciò risiede nel principio , già più volte chiarito dalla giurisprudenza, che “toccare le zone erogene” di una donna , integra il reato e non il semplice tentativo.

In precedenza ,la Cassazione aveva chiarito che persino la mano sulla scollatura della donna, volta a lambire lo spazio tra i due seni, costituisce violenza sessuale poiché si tratta, comunque, di un toccamento di una parte intima del corpo “suscettibile di eccitare la concupiscenza sessuale, anche se in modo non completo e di breve durata”.

Con questa recentissima pronuncia giurisprudenziale, la stessa Corte Suprema è tornata sul punto per ricordare che la mano sulle natiche di una donna è anch’essa violenza sessuale. (in tal senso Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza 10 febbraio 2016, n. 5515)

La vicenda da cui è scaturita l’innovativa sentenza  è quasi paradossale. Un uomo aveva provocato un incidente stradale. Sul posto era giunta una pattuglia della polizia municipale; uno degli agenti era donna ed aveva invitato gli automobilisti, coinvolti nel sinistro, a sottoporsi all’etilometro. A quel punto, il responsabile del sinistro non solo aveva  rifiutato il test, ma aveva preso a parolacce l’agente dell’ordine, rivolgendole frasi sessiste e scurrili. Infine le aveva toccato il sedere! 

Il fatto è stato sottoposto al vaglio degli Ermellini della Suprema Corte che hanno così sentenziato: “ La semplice mano sul sedere integra il reato di violenza sessuale. Anche il palpeggiamento dei glutei, quand’anche fugace o repentino, rientra nella nozione di “atti sessuali”.

Tra l’altro, anche se il palpeggiamento avesse avuto “finalità di irrisione”, esso sarebbe stato comunque “qualificabile come intrusione violenta nella sfera sessuale” della donna!!!

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