Una recentissima ordinanza del Tribunale di Roma ha restituito dignità a quei circa 30.000 avvocati, definiti “esodati”, perché costretti tra il 2014 ed il 2015 a cancellarsi forzatamente dagli albi professionali di appartenenza in quanto impossibilitati, a seguito dell’entrata in vigore della nuova legge professionale forense, a far fronte ai nuovi ed onerosi contributi previdenziali, imposti come obbligatori a prescindere dal reddito fatturato durante l’anno.

La questione dibattuta aveva avuto inizio nel 2015, quando alcuni consigli dell’ordine avevano segnalato la circostanza che numerosi avvocati, non più iscritti agli albi professionali, si “cimentavano” in commenti a sentenze giudiziarie di Tribunali o Cassazione, puntualmente pubblicati da quotidiani o riviste giuridiche, specialmente “on line”.

L’accusa dei vari consigli dell’ordine era quella di trattare, commentando casi di cronaca giudiziaria senza essere più iscritti all’albo , con la paventata conseguenza di poter incappare così in un “abuso della professione forense”.

Il Tribunale di Roma ha , invece, rigettato tale ipotesi di abuso della professione , archiviando per infondatezza tale accusa in ragione della “tutela dei diritti fondamentali dell’uomo quali quello di libertà di manifestazione del pensiero che spetta ad ogni persona”.

Sulla questione interviene anche il noto avvocato foggiano Eugenio Gargiulo, leader del movimento degli avvocati “esodati”, il quale evidenzia come sia assolutamente fuori luogo impedire ad avvocati ( anche se non più iscritti agli albi) di poter “esprimere commenti giuridici su quotidiani o riviste” anche perché tali soggetti, seppur fuori dagli albi ( non per sanzioni disciplinari ma solo per questioni di reddito basso) hanno pur sempre la qualifica di “avvocato” , avendo superato un esame di stato ed essendo stati iscritti negli albi fino all’entrata in vigore della nuova legge professionale forense.

Questi soggetti- conclude l’avv. Eugenio Gargiulo- meritano una tutela giuridica ed una dignità professionale che non può essere loro “strappata via” solo da mere questioni di reddito basso. Certamente hanno il diritto di potersi anche guadagnare qualche “soldino” effettuando commenti tecnici e non a sentenze giudiziarie o a questioni di diritto su quotidiano o riviste del settore!

Foggia, 30 marzo 2016

avv. Eugenio Gargiulo

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