Facebook Login

Cattive notizie per quegli sportivi che amano praticare il “footing” all’aria aperta: per loro è consigliabile non andare fuori dai centri abitati! Difatti, se in tali luoghi si viene morsi da un cane randagio, oltre ad avere poche possibilità di essere soccorsi immediatamente , si rischia di non essere neanche risarciti dal Comune o dall’Asl.

Purtroppo è questo il principio di diritto espresso da una recente sentenza del Tribunale di Cagliari . ( in tal senso Trib. Cagliari, sent. n. 414/2016 del 10.02.2016)

Pertanto, nell’ipotesi di aggressione del cane randagio, il danneggiato deve dimostrare la colpa degli enti tenuti al controllo del randagismo,ai sensi della Legge 281/1991 confermata anche dalla Legge Regionale 21/1994. Tuttavia, fuori dall’area urbana, il Comune o l’azienda sanitaria locale non hanno più obblighi di vigilanza sui cani. La conseguenza è che, anche dimostrando di essere stati assaliti da un branco e di aver riportato danni consistenti, alcun risarcimento può essere accolto.

Ecco la vicenda: Una donna, amante dello sport all’aria aperta e, in particolare, della corsa, mentre praticava la sua oretta di footing in una strada asfaltata in periferia di un Comune della provincia di Cagliari, giunta in prossimità di un fondo recintato con filo spinato e in stato di abbandono, veniva aggredita e morsa da un cane di grossa taglia, riportando delle lesioni ad una coscia. In seguito alla denuncia, il cane, che risultava essere randagio, fu abbattuto e la donna citò in giudizio il Comune e le Asl competenti per ottenere il risarcimento del danno, sostenendo la responsabilità solidale degli enti .

La normativa di stato e regionale summenzionata stabilisce che ai Comuni spetta la costruzione, sistemazione e gestione dei canili e rifugi per cani; alle Asl, invece, le attività di profilassi e controllo igienico – sanitario e di polizia veterinaria. Spetta poi alle leggi di ogni singola regione stabilire su chi spetti l’obbligo di vigilanza tra i due predetti organi. Per esempio, la Regionale sarda ha approvato una normativa che pone l’obbligo di vigilanza sui cani randagi unicamente in capo alle Asl e riserva ai Comuni solo un onere di gestione dei canili comunali. Spetta alle Asl perciò il controllo del randagismo.

In conclusione ,colui che venga aggredito e morso da un cane randagio non può appellarsi alla responsabilità oggettiva degli enti preposti dalla prevenzione del randagismo. E questo perché la norma del codice civile che stabilisce l’automatica responsabilità in capo al padrone dell’animale non si applica quando il cane non ha un padrone perché, appunto, randagio. Allora spetta al danneggiato fornire le prove della responsabilità dell’ente. Ebbene, nel caso di luogo isolato lontano dal centro abitato non è obbligatoria la vigilanza incessante da parte dell’Ente pubblico, pertanto quest’ultimo non può essere chiamato neanche al risarcimento!

Foggia, 13 aprile 2016

avv. Eugenio Gargiulo

Commenti

Potrebbero interessarti

Nessuna connessione internet