Qualora si venga “scoperti” dalla polizia a fare sesso in auto, si rischia di incappare esclusivamente in una sanzione amministrativa, ossia una normale multa. Difatti,attualmente, non costituiscono più reato gli “atti osceni in luogo pubblico”, a seguito della depenalizzazione avvenuta quest’anno.

Il suddetto principio giuridico è stato chiarito proprio dalla Suprema Corte di Cassazione con una recentissima sentenza . (Cass. sent. n. 41731/2016)

Pertanto, in virtù dell’ art. 2 d.lgs. n. 15/1/2016 n. 8, chi abbia riportato, sino ad oggi, una condanna per aver fatto sesso in luogo pubblico o in un’auto non adeguatamente appartata può ancora chiedere l’annullamento della sentenza di condanna già riportata se questa non è divenuta definitiva: la depenalizzazione ha infatti effetti retroattivi e cancella le condanne già inflitte.

L’unico limite per usufruire di questo beneficio( cd. “favor rei”) è che non si sia già verificato il cosiddetto “giudicato” sulla sentenza, ossia la pronuncia deve essere ancora impugnabile (il che non è possibile se sono già decorsi i termini per impugnare o sono già stati esperiti tutti i mezzi di impugnazione!).

La logica del legislatore è infatti quella, tra due norme che prevedono due diversi trattamenti sanzionatori, applicare al reo quella a lui più favorevole.

In definitiva, quindi, la legge entrata in vigore quest’anno ha trasformato gli “atti osceni in luogo pubblico” da reato in un semplice illecito amministrativo: ciò comporta che il colpevole paghi solo una sanzione pecuniaria inflitta dalla Prefettura, senza che la sua fedina penale resti “macchiata”. Insomma, nessuno saprà mai della condanna al pari di come nessuno può sapere se abbiamo mai subito una multa per eccesso di velocità!

Va evidenziato che, in verità, la sanzione economica prevista per la suddetta fattispecie di illecito è piuttosto elevata e va da 5.000 a 30.000 euro. In più, non trattandosi di procedimento penale, non si potrà più sfruttare – come spesso succedeva in passato – la prescrizione del reato quando il processo andava per le lunghe. La logica, infatti, delle sanzioni amministrative è opposta: “…prima paghi e poi, eventualmente, fai ricorso!”.

A detta dei giudici, inoltre, anche i posti isolati e non illuminati sono da considerare luoghi pubblici e, come tali, fruibili da tutti i cittadini, bambini e minorenni compresi.

Tuttavia va ,altresì, precisato che la Cassazione ha cercato di mettersi nei panni (anche se, in questi casi, di “panni” ce ne sono ben pochi) dei ragazzi “costretti” ad usare come “alcova” la loro automobile, dando loro un consiglio: Per evitare di commettere l’illecito è necessario che la vettura sia stata interamente coperta!

Squallido a dirsi, ancor di più a farsi, ma certamente più sicuro per evitare sanzioni ora solo amministrative ma, come visto, molto salate: per le vostre notti di passioni, dotatevi dei classici fogli di giornale per i finestrini!!!

Foggia, 12 ottobre 2016

avv. Eugenio Gargiulo

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