Il sistema di trasporto pubblico locale in Puglia è al collasso. Costi elevati, disservizi, sicurezza, capillarità sono problematiche con cui hanno a che fare ogni giorno centinaia di migliaia di studenti nella nostra regione.
Negli ultimi cinque anni c’è stato un taglio del servizio del 3,6%, mentre le tariffe dei biglietti sono aumentate dell’11,3%. Dopo il tragico incidente ferroviario dello scorso luglio, i controlli effettuati su tutte le reti ferroviarie hanno riscontrato l’assenza di sistemi di sicurezza sulla maggior parte delle tratte delle Ferrovie del Sud-Est (che rappresenta il 51% delle linee di trasporto regionali) e della Ferrotramviaria; per quanto riguarda le prime, 25 convogli su 29 sono stati bloccati per problemi meccanici. Ad aggravare la situazione, c’è anche il definanziamento del trasporto regionale che negli ultimi sei anni ha visto un calo di investimenti del 6,5%.
Oggi la possibilità per uno studente di continuare il proprio percorso di studi, scegliendo di farlo in Puglia, è negativamente condizionata da questi fattori.
Queste sono le motivazioni che hanno spinto gli studenti pugliesi ad attivarsi oggi nelle stazioni, nelle scuole e nelle università lanciando la campagna «Prossima Fermata».
Fin dalla mattina in tantissime tratte su tutto il territorio regionale gli studenti pendolari hanno organizzato volantinaggi presso le stazioni, le fermate e su treni e pullman. Anche nelle scuole e nelle università c’è stata un’attivazione capillare, che ha visto moltissimi studenti raccontare i disagi che ogni giorno vivono prendendo i mezzi di trasporto. A Bari, gli studenti del Polivalente e del Giulio Cesare hanno bloccato i pullman organizzando un’assemblea al capolinea, per denunciare le condizioni nelle quali sono costretti a viaggiare ogni giorno, tanto in città quanto dalla provincia. Nel frattempo la ministra Giannini era all'Università di Bari ad una commemorazione delle vittime dell'incidente ferroviario del 12 luglio. Gli studenti denunciano il fatto che anche dopo l'incidente non vi sono inversioni di rotta nè a livello nazionale nè a livello locale. 
«Oggi vogliamo affermare che le condizioni in cui siamo costretti a viaggiare non sono accettabili – dichiara Sara Acquaviva della Rete della Conoscenza Puglia –. Quello dei trasporti è un tema discriminante per le studentesse e gli studenti della nostra regione: i costi sono elevati, il servizio è carente sia nella frequenza delle corse sia per qualità di treni e autobus, ci sono gravi problemi di sicurezza. Soddisfare il diritto alla mobilità vuol dire anche eliminare alcune delle barriere che ostacolano l’esercizio del diritto allo studio per tutte e tutti.
Le testimonianze degli studenti pendolari che stiamo raccogliendo confermano una realtà fin troppo nota: migliaia di studenti spendono centinaia di euro in abbonamenti per viaggiare su mezzi sovraffollati, poco sicuri, con orari non compatibili con quelli di scuola e università.
Le amministrazioni locali e regionale devono assumere il tema come prioritario, non esprimendosi solo dopo incidenti come quello dello scorso luglio, del quale  ad oggi nessuno pare assumersi le responsabilità politiche preferendo parlare di “fatalità”. La commemorazione organizzata oggi a Bari con la presenza della Ministra Giannini si configura come l'ennesimo tentativo di tacere sulle responsabilità dell'attuale governo che, sulla scia di quelli precedenti, ha portato avanti il definanziamento del trasporto pubblico locale in particolar modo nel Mezzogiorno».
Per questo il 17 novembre gli studenti saranno nelle piazze pugliesi rivendicando  trasporti accessibili attraverso forti agevolazioni sul costo di abbonamenti e biglietti e investimenti in sicurezza, ammodernamento dei mezzi e qualità del servizio.
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