Risponde del reato di “abbandono di persone incapaci”, previsto dal codice penale (Art. 591 cod. pen.), punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni, il figlio che lasci il proprio genitore da solo, se in condizioni di grave incapacità fisica o mentale. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione con una sentenza recentemente pubblicata . ( in tal senso Cass. sent. n. 44089/16 del 18.10.2016)

Nello specifico,nell’ambito dei rapporti di famiglia, la legge impone a ciascuno di noi non solo di prendersi cura dei propri figli, non lasciandoli mai da soli a casa quando ciò possa costituire per loro un pericolo, ma anche dei propri genitori, quando anziani e non autosufficienti.

Difatti, il reato è il medesimo, ovvero “abbandono di persone incapaci”, e scatta per qualsiasi condotta attiva o omissiva che contrasti con il generale dovere ( previsto dal nostro ordinamento ) di prendersi cura di chi non sia in grado di farlo da solo. Tuttavia va specificato che il reato scatta solo se, da tale condotta, possa derivare per la vita o l’incolumità dell’anziano genitore un pericolo anche solo eventuale. La situazione di pericolo, dunque, potrebbe essere esclusa dalla presenza in casa di una badante, dalla possibilità di intervento di un vicino di casa o di un convivente. Al contrario, il reato sarebbe scontato se l’anziano è affetto da qualche grave malattia, fisica o mentale, che lo rende del tutto invalido o incapace di intendere e volere. L’Alzheimer potrebbe essere un valido esempio. Ma anche una situazione di un genitore costretto su una sedia a rotelle, incapace di compiere da solo gli atti della vita quotidiana (come andare al bagno, cucinarsi, andare a letto, ecc.)!

All’interno di tali parametri , “il reato scatta al compimento di qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sul soggetto agente, da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità dei soggetto passivo”.

Già nel recente passato, la Cassazione ha chiarito che, ai fini della sussistenza del reato di abbandono di persone incapaci, è necessario accertare in concreto l’incapacità del soggetto passivo di provvedere a se stesso. Ne consegue che non vi è presunzione assoluta di incapacità per vecchiaia, la quale non è una condizione patologica ma fisiologica che deve essere accertata concretamente quale possibile causa di inettitudine fisica o mentale all’adeguato controllo di ordinarie situazioni di pericolo per l’incolumità propria. Ne consegue, altresì, che il dovere di cura e di custodia deve essere raccordato con la capacità, ove sussista, di autodeterminazione del soggetto anziano . ( sull’argomento vedasi Cass. sent. n. 6885/1999)

Foggia, 15 novembre 2016

avv. Eugenio Gargiulo

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