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Via Italcave Statte r2 c2
“Il nostro parere non vincolante. Le prescrizioni garanzia per salute e ambiente” 
Il primo cittadino denuncia: ritardi nell’assegnazione delle risorse per la caratterizzazione e sulla certificazione dell’analisi di rischio

Una vicenda lunga e complessa che qualcuno tenta di strumentalizzare senza nessun tipo di approfondimento politico o amministrativo malgrado sieda tra i banchi del consiglio comunale.
Così’ il Sindaco di Statte Franco Andrioli replica ai consiglieri comunali di minoranza che nei giorni scorsi avevano diffuso una nota stampa sul parere favorevole alla coltivazione di cava della società Italcave.
Parliamo innanzitutto di attività di impresa ricadenti nelle competenze provinciali (autorizzazioni ambientali) e regionali (autorizzazioni alle attività estrattive) – dice Andrioli – che nulla hanno a che vedere con quello che alcuna stampa ha paventato come un ulteriore rischio di arrivo di rifiuti nel nostro territorio. Ipotesi fugata tra l’altro proprio dai giudizi tecnici forniti dagli Uffici Ecologia e Ambiente del Comune di Statte che questa giunta non ha assolutamente ritirato dal tavolo di discussione per l’istanza di compatibilità ambientale e di ampliamento presentato dall’Italcave nella procedura VIA istruita nella conferenza dei servizi della Provincia di Taranto.
Non a caso sarebbe bastato visionare il verbale della Conferenza dei Servizi del 18 ottobre 2016 per comprendere meglio l’intento dell’amministrazione comunale.
In quella sede il Comune di Statte dopo reiterati incontri e di fronte al parere positivo espresso dalla Provincia di Taranto, che ricordiamo sulla Procedura VIA ha competenza, viene audito con parere assolutamente non vincolante – dice Andrioli – pertanto il si o il no del Comune non avrebbe di fatto cambiato l’iter del procedimento, consentendo alla società in questione di ottenere la VIA. Così il Comune ha deciso di giocare d’astuzia e provare comunque a condurre al miglior risultato possibile, in termini di tutela della salute e dell’ambiente, per la comunità.
Dunque l’ampliamento della cava e non assolutamente della discarica per i rifiuti, si sarebbe comunque autorizzato, ma il Comune di Statte forte delle perplessità espresse più volte anche a seguito delle indagini ambientali effettuate sul territorio e in attesa sia dell’approvazione dell’analisi di rischio da parte della Regione Puglia, sia dei fondi più volte richiesti al Commissario per le bonifiche per il proseguimento delle attività di caratterizzazione, ha preteso che il parere favorevole fosse subordinato “alla tutela della salute dei cittadini”, al continuo “controllo e monitoraggio ambientale”, e a una importante opera di ristoro ambientale che fosse anche in grado di essere attrattore turistico e culturale per il territorio (ovvero il Teatro Naturale di Leucaspide annesso alla gravina omonima - ndr)
Le prescrizioni disposte dagli enti coinvolti d’altronde parlano chiaro – dice Andrioli – e sono ampiamente contenute nella determinazione della Provincia di Taranto del 13.01.2017. Lì ci sono obblighi precisi riguardo la bonifica, il controllo della falda, la mitigazione ambientale, la compensazione paesaggistica, le emissioni, la rete di monitoraggio e controllo e anche la compensazione che il Comune di Statte è riuscita ad ottenere malgrado il suo parere non fosse vincolante.
Insomma per il Sindaco di Statte si tratta di una mossa strategica che le forze di opposizione avrebbero dovuto considerare favorevolmente e non utilizzare, in maniera strumentale e assolutamente infondata, contro gli interessi della comunità.
Stesso zelo mi sarei atteso dai consiglieri De Gregorio e Cristofaro per altre spinose questioni che invece sembrano non aver sollecitato il loro impegno amministrativo o identico eco mediatico – continua il Sindaco Andrioli – perché quel parere favorevole maturato nella sede della Provincia di Taranto basa le sue fondamenta sul ritardo nell’attività istruttoria della Regione Puglia relativamente all’analisi di rischio sugli inquinanti che sono presenti nel top-soil di Statte, mappatura che questo Comune ha finanziato prima con fondi strutturali e poi con risorse proprie (approvate di recente in consiglio), e nelle richieste più volte avanzate da questo Comune al Commissario per il Bonifiche Vera Corbelli rimaste inevase e che destinavano proprio alle aree del SIN di Statte ben 6 milioni e 900 mila euro da destinare alla caratterizzazione e alla successiva bonifica. Eppure su questo quei consiglieri comunali, nonché esponenti di rilievo dei loro singoli partiti avrebbero potuto chiedere lumi e verità. Mentre no considerano di “gravità inaudita” un atto amministrativo che malgrado non rendesse il Comune di Statte ago della bilancia è stato in grado di portare risultavi favorevoli per la comunità.
Insomma il Comune di Statte ha posto in essere tutte le azioni per conoscere e avere contezza scientifica circa l’inquinamento e il livello di contaminazione del proprio territorio e di questo va dato atto ai tecnici dell’Ufficio Ecologia e Ambiente – sottolinea ancora il Sindaco Andrioli – Oggi pertanto le prescrizioni imposte all’Italcave sono l’unica garanzia che come Ente potevano ottenere, malgrado il principio di precauzione ci spingesse a relazionare sui possibili ma non ancora certificati rischi. A fronte di tutto ciò rispedisco al mittente ogni tipo di accusa strumentale e faziosa – conclude il Sindaco – e resto a disposizione di chiunque a livello giuridico o politico vorrà avere chiarimenti in merito.

Maristella Bagiolini

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