Melucci il mio candidato ma occorre all’allargare la coalizione” Ho atteso che la fase di confronto all’interno dei circoli relativamente alle mozioni congressuali si concludesse e ora dopo un periodo di allontanamento dalla città a causa di motivi di natura familiare rompo il mio silenzio per tornare sul tema delle amministrative cittadine con un messaggio forte e chiaro che spero possa arrivare sino alle sensibilità politiche che in questo periodo ho sentito disorientate.


Ho assistito con amarezza all’infrangersi di ogni tentativo volto a ricercare l’unità del centrosinistra. Unità e coesione invocate da più parti a volte solo per esercizio dialettico e comunicativo perché in realtà l’unico sinora ad aver compiuto un passo indietro e non aver abbandonato la propria casa sono io. Spero mi sia riconosciuta l’onestà intellettuale del mio gesto. Ho ritirato subito la mia ipotesi di candidatura a sindaco per far spazio a Rinaldo Melucci, che oltre ad essere mio amico, credo sia l’uomo in grado di appianare le divergenze nell’ambito della coalizione che attorno a lui stiamo creando in silenzio e con lealtà.
Qualità che la politica ha il dovere di perseguire con convinzione e coerenza. Ecco perché è opportuno ricordare nel marasma di appelli, la mia lettera aperta alle forze sane della città, quelle di ispirazione ideologica e culturale legate all’area progressista e di sinistra, in cui chiedevo di fare fronte comune contro il pericolo dell’avanzata delle destre. Le stesse destre, quella sbruffona e qualunquista, quella che si presenta sotto le mentite spoglie del civismo, che hanno segnato la storia della nostra terra per sempre portandola nel baratro del più grande dissesto economico della storia repubblicana. Dissesto che ancora oggi paghiamo sulla nostra pelle e che ha responsabilità specifiche, fatte di nomi e cognomi che ora dietro volti “nuovi” vogliono tornare a mettere le mani sulla città.
A noi va data la consegna di un obiettivo più grande rispetto alle nostre singolarissime posizioni, in uno sforzo di pluralità, responsabilità e generosità che sono già nei nostri valori. Per questo continuo a lavorare all’unità ma non a parole, ma incontrando le persone, i movimenti, le associazioni, le parti sociali che in questi anni difficili per la nostra Taranto non hanno smesso di credere nella possibilità di una società capace di rigenerarsi in tutti i sensi. Un lavoro che non ho condotto in solitudine ma che invece ha incontrato tanti “Ok Gianni, siamo con te!”.
Oggi, alcune di quelle forze politiche, ma soprattutto di quelle persone, stanno rispondendo “presente” al mio appello e per questo sosterranno Rinaldo Melucci e me con il chiaro intento non solo di eleggere un sindaco ma anche di riformare dal di dentro quel centrosinistra di cui abbiamo ancora tanto bisogno. Sono energie, talenti, competenze che dovranno incarnarsi nella nuova classe dirigente politico amministrativa della città. Giovani (tanti) e meno giovani che accolgono la sfida delle amministrative ma soprattutto la sfida alta di correggere gli errori e rifondare una città sulla base di persone preparate nei luoghi nevralgici della programmazione che non riguarda solo l’oggi ma anche il domani e la città che abiteranno i nostri figli.
La politica, quella con “p” maiuscola ha questo compito. Non quello di costruire recinti, ma quello di veder crescere o tornare le sue menti migliori.
Rinaldo Melucci è una di queste menti. E’ una competenza, una sensibilità che è garante di questo cambiamento. E’ l’imprenditore illuminato, non il burocrate, che al posto di fuggire dalla città, è rimasto, ha messo insieme altri uomini e altre aziende e ha pensato come rendere il porto non solo il luogo dello strapotere industriale, ma anche quello del turismo e della diversificazione produttiva. Ha quarantanni, come me, e a lui e a noi toccherà correggere gli errori del passato costruendo percorsi che oltre gli slogan senza costrutto, oltre gli strapuntini per un posto in consiglio comunale, dovranno badare alla sete di lavoro e giustizia di questa città.
Sarò uno dei candidati al ruolo di consigliere comunale, ma proverò ad essere ancora e tenacemente il collettore della richiesta di cambiamento che si chiede al mio partito. Per questo ho già avviato contatti proficui e stimolanti con tanti professionisti e intellettuali, con quanti quotidianamente difendono i diritti dei lavoratori e con la bella realtà delle associazioni di volontariato della mia terra. Queste energie si stanno riconoscendo nel progetto di ricostruzione del centrosinistra tarantino, ma in un orizzonte più ampio che come sta avvenendo in ambito nazionale con il progetto di “Campo progressista” di Giuliano Pisapia chiede il ritorno ai nostri valori. Di questo scenario di coraggio e autonomia io mi farò garante durante la campagna elettorale e oltre. Perché l’unità ha un prezzo da pagare e prevede umiltà, partecipazione, ascolto e pari dignità.

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