CGIL Festa dei Lavoratori
CGIL, CISL e UIL: “Restituiremo la festa al suo valore!” 
E’ sempre in agguato la grande utopia della costruzione di una società dove non ci sia più bisogno del lavoro umano, dove i mercati sono puliti, perfetti e impersonali, ma la realtà è altro.

I lavoratori esistono e attraversano crisi, protestano, entrano in conflitto tra di loro ma quando lo fanno scrivono la storia del loro paese. La migliorano, migliorando le condizioni di vita e lavoro delle generazioni future. Così fino a qualche tempo fa. Prima che il lavoro e l’esercizio della sua tutela diventassero “merce datata” per certi populismi improduttivi.
Non è così per CGIL, CISL e UIL, in Italia e a Taranto dove il prossimo 1 Maggio la Festa dei Lavoratori tornerà ad essere il luogo in cui tornare a dare voce a chi lavora, a chi non lavora più o chi ha condizioni di vita e lavoro in bilico.
Un 1 Maggio scandito dal racconto, dai simboli e dai valori di una Istoria più antica degli uomini e delle donne che oggi la vogliono celebrare.
Un viaggio nel Primo Maggio della storia mondiale, europea e tarantina che sarà il lavoro di memoria ma anche di testimonianza in favore di una festa che prima di diventare musica e colori di piazza è soprattutto una giornata di lotta e rivendicazione.
Una Festa che CGIL, CISL e UIL a Taranto intendono rivendicare come un momento propizio per ricordare che cosa sono il lavoro e i lavoratori.
Da anni il dibattito sul lavoro e sui diritti dei lavoratori è drogato se non addirittura assente, relegato all’impegno dei soliti attivisti silenziosi o al dramma diretto di chi perde il lavoro – dicono Peluso, Castellucci e Turi, rispettivamente segretari generali di CGIl, CISL e UIL Taranto – Ma niente come il lavoro può essere simbolo di libertà. Niente come il lavoro può raccontare di un popolo e delle sue scelte.
Le segreterie confederali territoriali scelgono dunque di attraversare la storia, raccontando la Taranto che già altre volte ha dovuto combattere contro la crisi e le scelte difficili, ed è riuscita a risollevarsi puntando sulla caparbietà, la forza e la determinazione del mondo del lavoro.
Una festa che sarà dunque celebrata con semplicità in Piazza della Vittoria, abbandonando slogan e striscioni e affidando spazi e voce a filosofi e storici.
Una scelta di rigore che è anche rispetto nei confronti di migliaia di tarantini costretti a vivere senza reddito a causa della perdurante crisi del lavoro e dell’economia tarantina.
Mentre noi alle scelte di rigore e rispetto vogliamo tornare – spiegano ancora i tre segretari confederali – perché non v’è lavoro, non v’è capitale che non cominci, come diceva Cattaneo, con un atto di intelligenza e aggiungiamo noi con un atto di verità che è il valore più importante per una comunità in grande affanno.
Proveremo a fare questo – sottolineano Peluso, Castellucci e Turi – restituire al 1 Maggio il suo vero valore!
Gli storici che interverranno sono Salvatore Romeo, Carlo Petrone e Tommaso Bruno.

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