Bondeno

Licenziato in tronco il dipendente del consorzio di Bondeno sparò a morte al cane Venerdì 21 aprile il Consiglio del Consorzio Bonifica di Burana ha deliberato il licenziamento del dipendente reo dell’uccisione a colpi di fucile del proprio cane, a Bondeno (Ferrara) all’interno del territorio del Consorzio.

Il provvedimento era stato fortemente auspicato e a gran voce richiesto durante una manifestazione svoltasi davanti agli Uffici del Consorzio, organizzato dalla LEAL Lega Antivivsezionista sede di Ferrara, con la partecipazione di altre associazioni animaliste quali Animaliamo Onlus, ENPA, Lega Nazionale per la Difesa del Cane e Animal Liberation, dopo che il fatto scellerato era stato reso noto.
Grazie a questa manifestazione e alla risonanza mediatica che il crudele e barbaro gesto aveva suscitato nell’opinione pubblica e sulla stampa locale, si è potuto giungere a tale risultato, in attesa che anche il provvedimento giudiziario faccia il suo corso con l’emissione di una sentenza. Un risultato sicuramente molto importante, tenuto conto che finora la maggior parte dei casi di maltrattamento e uccisione ingiustificata di animali anche domestici restava nell’ombra e cadeva nel silenzio, coperta dall’indifferenza o al massimo dall’indignazione espressa a parole. E’ nostra speranza che questo caso, uno fra i tanti che si traducono quotidianamente in violenze inaudite contro gli animali, induca una riflessione e una presa di coscienza nell’opinione pubblica.
Commenta Stefania Corradini, Responsabile LEAL Ferrara: "Denunciare si può e si deve. Gli animali non sono cose messe a disposizione dell’uomo per esercitare su di loro potere di vita o di morte, ma esseri senzienti dotati di coscienza esattamente come noi, nei cui confronti l’uomo non ha solo il dovere del rispetto ma anche quello di tutela della vita e della salute. A più di dieci anni dall’entrata in vigore della legge 189 sul maltrattamento degli animali, ci impegneremo a livello nazionale per una sua revisione e miglioramento, affinchè si giunga ad un inasprimento delle pene verso qualsiasi condotta di violenza sugli animali, perché sia riconosciuto e garantito, anche a livello giuridico, il rispetto dei diritti a loro dovuti".

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