Conto corrente: cosa serve per aprirne uno?

C'è uno strumento del risparmio che, nonostante venga dai più sottovalutato, rivolge un ruolo di prioritaria importanza nella vita di ogni singolo cittadino: il conto corrente.

Grazie ad esso, infatti, è possibile usufruire di una serie di servizi estremamente importanti, come, per citare il più importante, accedere alla moneta virtuale anziché dover ricorrere all'uso esclusivo dei contanti, che si prestano, purtroppo, ad essere smarriti o rubati. Anche il pagamento delle bollette, ad esempio, può risultare estremamente conveniente e semplice grazie al conto corrente: l'addebito, infatti, viene contabilizzato puntualmente, annullando il rischio di dimenticarsi una scadenza e successivamente di dover pagare interessi moratori per il tardato pagamento.

Conto corrente: quali sono i documenti da presentare per cittadini UE e extra-UE?

L'apertura di un conto corrente è abbastanza semplice e richiede la presentazione di pochi documenti. È necessario recarsi presso un ufficio bancario o postale muniti di carta d'identità in corso di validità, codice fiscale (oppure una tessera sanitaria non scaduta) e un certificato di residenza, anche se quest'ultimo non viene richiesto dalla totalità degli istituti di credito. Qualora non si fosse cittadini di un paese membro dell'Unione Europea,  è indispensabile, però, presentare il permesso di soggiorno, che se non fosse ancora in possesso dell'utente può essere sostituito dalla "cartolina", in grado di attestare che il richiedente soddisfi i requisiti per la richiesta ed è in attesa di riceverlo "fisicamente". È importante, però, scegliere quale sia il conto più adatto alle nostre esigenze: tutti i conti correnti si possono trovare qui e agevolarci significativamente nella scelta.

Prima di apporre la propria firma su un contratto di conto corrente, è indispensabile aver letto attentamente le condizioni economiche e contrattuali dello stesso, che deve soddisfare tutti i requisiti previsti dalla normativa relativa alla trasparenza bancaria. Un punto fondamentale, poi, riguarda il trattamento dei dati personali, di norma il primo "foglio" sul quale il risparmiatore deve apporre la propria firma all'atto dell'apertura di un nuovo conto corrente, specie se si tratta del primo rapporto accesso presso un istituto di credito. Non tutti i punti previsti dal contratto relativo allo sfruttamento dei propri dati personali, infatti, sono da accettare obbligatoriamente per aprire un conto corrente: ottenere un'esaustiva informativa dal consulente bancario e farsi indicare quali siano quelli indispensabili al fine di accenderne uno, è un obbligo di primaria importanza per qualsiasi cittadino.

Le banche si possono rifiutare di aprire un conto corrente?

In alcuni casi le banche possono rifiutarsi di aprire un conto corrente. Ad esempio, alcuni istituti pongono il loro veto se sussistono elementi oggettivi che possano far intuire che l'apertura non costituisca, effettivamente, un rapporto di natura continuativa e fiduciaria. Un utente non residente in una zona limitrofa alla filiale, può portare ad un rifiuto della richiesta, specie se il soggetto in questione non lavora nella stessa zona in cui è ubicata l'agenzia. Per i cittadini extra-comunitari, la mancanza del permesso di soggiorno, o della cartolina attestante la richiesta del medesimo, preclude la possibilità dell'accensione del rapporto.

Diversi problemi, inoltre, possono essere riscontrati da coloro che risultino segnalati nel bollettino dei protesti. La normativa, in tal senso, è piuttosto blanda. E lascia piena discrezionalità ai singoli istituti. Il problema, però, viene ingigantito dalle banche stesse, la maggior parte delle quali lascia, a loro volta, libertà di scelta alle singole agenzie dislocate sul territorio: non è casuale, in tal senso, che ad un protestato venga aperto un conto corrente dopo che, in un'altra filiale della medesima banca, gli sia stata preclusa la possibilità di accenderne uno. Una casistica, quella relativa ai soggetti protestati, oggetto di discussione da diversi anni. E che qualcuno, tramite la possibilità di aprire un conto corrente base, che prevede l'impossibilità di ottenere strumenti di pagamento elettronici e blocchetto assegni, vorrebbe rendere obbligatoriamente accessibile anche ai soggetti segnalati.

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