Il matrimonio tra Sarri e la Juventus è destinato a durare?

Alla vigilia di questo campionato, si era creata un’enorme attesa attorno a Maurizio Sarri, alla sua prima esperienza sulla panchina di una squadra obbligata a vincere.

Mentre nei suoi anni all’Empoli prima, al Napoli poi e infine al Chelsea, il tecnico toscano non aveva mai subito la pressione imposta dal vincere a tutti i costi, con il suo arrivo in bianconero le cose sono cambiate e tra gli addetti ai lavori erano in molti a credere che Maurizio avrebbe inevitabilmente accusato la pressione. Così, però, non è stato e dopo 26 gare del campionato di Serie A TIM 2019-2020, la Vecchia Signora, che guida la classifica con un punto di vantaggio sulla Lazio seconda, è chiamata a giocarsi l’accesso alla finale di Coppa Italia ed è a un passo dai quarti di Champions League.

Raccogliere l'eredità di Allegri: missione impossibile, o quasi

Nonostante l’iniziale scetticismo di parte della tifoseria bianconera, fino a ora Maurizio Sarri si è comportato bene e ha raccolto i frutti dell’ottimo lavoro fatto da Massimiliano Allegri nelle ultime cinque stagioni. Sebbene il tecnico livornese sia stato criticato in più di un’occasione per il suo calcio poco spettacolare, spesso bollato come difensivista, i risultati raccolti durante la sua esperienza in bianconero sono infatti stati sensazionali e difficilmente replicabili. Per questo motivo la missione di Sarri è ancora più difficile di quanto si possa pensare e il tecnico di origini partenopee è chiamato a migliorare il gioco della Juventus, senza tuttavia potersi permettere il lusso di non portare a casa dei trofei. Almeno fino a ora, pare che Sarri sia riuscito nell’impresa di far conciliare il bel gioco con i risultati e a giovarne è stata tutta la squadra che, eccetto rari passaggi a vuoto, è apparsa molto più aggressiva e propositiva rispetto al passato, soprattutto tra le mura amiche. A beneficiare maggiormente del nuovo sistema e della nuova filosofia di gioco dei bianconeri è stato Paulo Dybala che, dato per sicuro partente a inizio stagione, è diventato una pedina fondamentale nello scacchiere di Sarri. È anche grazie alle sontuose prestazioni dell’argentino e della spettacolare intesa trovata con Cristiano Ronaldo se la Juventus, dopo 26 gare, guida la classifica in solitaria dando seguito alle previsioni di inizio stagione delle scommesse sulla Serie A che davano la Juventus quale favorita assoluta per la vittoria del titolo.

La Juventus che verrà

Sia tra gli addetti ai lavori che tra i tifosi c’è enorme interesse nelle scoprire quanto potrà durare l’esperienza di Maurizio Sarri sulla panchina bianconera. Dare una risposta a questa domanda è estremamente complicato e nelle scelte della dirigenza peseranno sicuramente i risultati che il tecnico toscano riuscirà a raccogliere in questa stagione e nella prossima. Passare dal gioco attendista praticato dai bianconeri durante la gestione Allegri a quello offensivista e propositivo predicato da Sarri è, e sarà, impresa tutt’altro che semplice e la sensazione è che ci vorrà tempo perché questa Juventus possa riuscire ad avvicinarsi anche solo minimamente al gioco espresso dal Napoli durante la gestione sarriana. I giocatori attualmente a disposizione del tecnico toscano hanno caratteristiche fisiche e tecniche radicalmente diverse rispetto a quelle dei calciatori di quel Napoli e, soprattutto, hanno un’esperienza e una predisposizione mentale nettamente differente rispetto ai loro colleghi. Sarri sarà quindi chiamato a fare un autentico miracolo: dare continuità al progetto tecnico, ringiovanire la rosa e tentare di dare un gioco a una squadra che negli anni ha ricercato in modo spasmodico solo ed esclusivamente il raggiungimento del risultato. Una sfida difficile per chiunque che, però, è stata accettata senza remore dal tecnico toscano, il quale non vede l’ora di dimostrare di che pasta è fatto. Sebbene, come detto, a oggi il gioco espresso dalla Juventus sia stato altalenante, il lavoro di Sarri inizia a dare i propri frutti e in molti sono convinti che la dirigenza debba dare fiducia incondizionata al proprio allenatore, anche e soprattutto in ottica futura.

Grazie alla vittoria della Europa League alla guida del suo Chelsea, Sarri è finalmente riuscito a scrollarsi di dosso l’etichetta di “perdente”, dimostrando che soprattutto in Europa si vince puntando tutto sul bel gioco e sulla qualità dei singoli. Da amanti di questo magnifico sport, pertanto, non vediamo l’ora di metterci comodi e di scoprire se finalmente questa filosofia si rivelerà vincente anche in Italia.

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