Il boom delle serie made in Turchia
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Un successo inarrestabile quello delle serie tv turche, o come le chiamano loro dizi, soprattutto quelle ambientate nella meravigliosa Istanbul. 

Il successo che ha portato anche sulle nostre piattaforme tantissime di serie tv turche, non era nemmeno immaginabile negli anni ‘70 quando sono iniziate a essere prodotte le prime dizi in Turchia, che erano composte da circa 35/40 episodi e duravano circa come un film.

La Turchia, divisa tra due continenti, ha sempre molto affascinato gli europei per quel non so che di orientale, ma comunque restando abbastanza occidentalizzata, ma non tutti sanno che questo Paese sta diventando una superpotenza dei prodotti audiovisivi esportando circa 350 milioni di dollari di prodotti televisivi, secondo solo agli USA e contano di arrivare a un miliardo entro il 2023. Un gran bel bottino, un po’ come vincere su Netbet.

Un successo soprattutto anche grazie a Netflix

Netflix ha portato in occidente molte delle serie turche prodotte e probabilmente ne porteranno altrettante negli anni a seguire.

Una delle serie di maggior successo distribuite da Netflix è “Bir Başkadır”, che sulla piattaforma può essere trovata con il nome “Ethos” tratta dei temi importantissimi come la diversità di classe, di reddito, di scelte politiche, religiose e il tutto orientato con uno sguardo sul mondo. La storia ha come protagoniste Peri che lavora nell’equivalente di una Asl di Istanbul, che non trattiene il disappunto nei confronti della donna che le è stata inviata perché soggetta a misteriosi svenimenti, Meryem, che è proprio il contrario di Peri: velata, poco istruita, che viene dalla Istanbul anatolica, conservatrice e religiosa. 

Questa serie mostra proprio il divario che c’è tra la parte religiosa della società e i cosiddetti beyaz türkler, vale a dire i turchi “bianchi” occidentalizzati e laici, che hanno avuto molto spazio in un’altra serie distribuita su Netflix, “Aşk 101”, o meglio “Love 101” con il titolo internazionale. Una serie deliziosa che vi farà passare del piacevolissimo tempo.

In nessuna serie si trovano dei riferimenti ai fermenti che agitano la società turca.

Non tutto quello che pensiamo è reale

Negli ultimi anni Erdoğan ha ripreso tutte le narrative di carattere religioso fanatiche e mobilitanti, e per questo che in molti pensano alla Turchia come un Paese fondamentalista, mediorientale, ma non è affatto così, anzi. I turchi non passano la vita in moschea, si innamorano, lavorano, studiano, litigano, si fanno ognuno la propria vita diciamo. 

Sono religiosi è vero, ma spesso non si vestono secondo i dettami tradizionali, vanno in discoteca, bevono whisky e poi comunque pregano, possono sembrare delle contraddizioni ma non per loro. La religione, fattore cruciale, ma non immobile. 

Alla fine un po’ di verità in queste serie c’è, la Turchia oggi è più laica di quanto sia mai stata. 

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