Eterno, più che finito

Secondo l'astrofisico Stephen Hawking, l'universo si sarebbe autogenerato. Il che, solleva un dilemma: infatti, se l'universo fosse eterno, ciò porrebbe la non possibile coesistenza di due eternità. Perché allora, l'eternità di Dio risulterebbe superflua, se non addirittura in conflitto con l'altra, considerando che, sulla evoluzione dell'universo, molto dipenderebbe dalla casualità. La quale, porterebbe a escludere l'esistenza di qualsiasi progetto cosiddetto intelligente.

Inoltre, alla luce della “Teoria del Pluriverso”, l'universo ordinariamente apprezzato si propone, sic et simpliciter, come uno degli universi esistenti. Ma, anche sotto questa ottica, cadrebbe il presupposto del “BigBang”, sfruttato soprattutto dai teologi per affermare il ricorso di un inizio assoluto dell'universo.

Stando alla conclusione di Hawking, Dio potrebbe essere immaginato come la personificazione delle leggi naturali. Con l'inconveniente di veder venire così meno la motivazione della pulsione originale. Dal momento che allora Dio apparirebbe come il mero attivatore dell'universo, poiché, ponendosi al di fuori dello stesso, lo lascerebbe semplicemente essere. Proprio come anticipato dal “primo motore immobile” di Aristotele. Per cui egli si porrebbe al di fuori della dimensione spazio-temporale. In un universo originatosi spontaneamente, ciò vuol dire che le leggi della natura non possano essere ignorate da Dio, il quale, di conseguenza, non potrebbe neppure intervenire per cambiarle.

Indubbiamente, non è agevole accettare l'idea che l'universo possa essersi prodotto dal nulla. Tuttavia, l'idea del Dio orologiaio, sembra essere ormai superata. Anche perché il concetto che qualcosa o qualcuno abbia costruito l'universo, proprio come nel caso dell'orologiaio con l'orologio, rientri nell'angusta concezione dello spazio-tempo.

La scoperta del mondo subatomico e lo sviluppo della fisica quantistica, annichiliscono il pensiero newtoniano. Nel caso della seconda, si ammette che qualcosa possa appalesarsi dal nulla: infatti, nell' ”ordine implicato”, vengono meno le leggi della causalità. Per cui, soltanto in ambito religioso rimane ancora valida la teoria del “BigBang”. Dal momento che soltanto la religiosità si interroghi su cosa sia occorso prima della primordiale deflagrazione. La conseguente risposta, appare sin troppo ovvia: c'era Dio! Infatti, per le religioni monoteiste, dietro il “BigBang”, si coglie l'esistenza di Dio. Di quello stesso Dio che creerebbe quindi le leggi quantistiche necessarie per l'innesco della deflagrazione primordiale. Ma, siccome per Hawking l'universo si sarebbe autogenerato, non ricorrerebbero eventi straordinari prima del “BigBang”, dal momento che, stando alle sue ricerche, la legge della causalità non ricorra nell'infinitamente piccolo e nell'immenso. Non a caso, all'interno dei buchi neri, il tempo non esiste: infatti, qualora fosse possibile attraversarli, si potrebbe semplicemente prendere atto della sua inesistenza. Perché li il tempo si fermerebbe. Proprio come accadde all'origine dell'universo.

Aristotele immaginava l'universo eterno e senza inizio. Il “BigBang” è stato invece sfruttato dalla teologia, consentendole di postulare un inizio e un universo finito. Hawking richiama invece l'attenzione dei sovietici su questa questione. Anche essi, infatti, concepivano un universo eterno. Quindi, non finito e non creato. Atteso che, altrimenti, si apriva la porta al Dio delle religioni. Successivamente, Einstein rovesciò il pregresso paradigma dimostrando l'impossibilità di parlare del tempo prima della nascita dell'universo, anche perché, prima della sua nascita, lo spazio e il tempo non esistevano.

Una delle fondamentali caratteristiche dell'universo, riguarda il suo costante movimento. Tutte le galassie tendono ad allontanarsi con velocità vertiginosa da un punto centrale. Esse fuggono da quel punto di maggiore densità conosciuto come “singolarità”. Pur tuttavia, Einstein stentava ad accettare l'idea che l'universo fosse generato dal caso: ripeteva infatti che “Dio non gioca a dadi”. Ma in questo, Hawking lo corregge, specificando che Dio, qualora esistesse, sarebbe un incallito giocatore d'azzardo e che nell'universo tutto avvenga in maniera casuale. Inoltre, la “Teoria M” contempla l'esistenza di molti universi. Tutti creati dal nulla. Ciascuno dei quali avrebbe una propria, particolare storia. Molti di essi somiglierebbero al nostro universo; altri presenterebbero invece differenze più o meno sostanziali.

Tale situazione, quale futuro potrebbe prospettare? Forse le stelle collasseranno fra loro in conseguenza della contrazione della matrice compressa in una singolarità gravitazionale tale da ridurre l'espansione delle galassie. Accanto a questa, c'è un'altra possibilità: quella che le galassie continuino la loro vertiginosa corsa verso qualcosa prossimo al nulla in conseguenza della debolezza gravitazionale che non riuscirebbe più a contenerle.

Riguardo l'esistenza di altre forme di vita nell'universo, Hawking precisa che, da qualche parte, esse potrebbero anche esistere. Il problema è che sarebbe arduo raggiungerle. Per capire la portata di tale difficoltà, basti considerare che il pianeta abitabile orbitante attorno al sistema stellare “Alpha Centauri”, disti appena 25 trilioni di miglia dal nostro pianeta. Ne consegue che, per poter raggiungere “Proxima B” occorrerebbero 70.000 anni. Non tenendo conto del fatto che il carburante necessario per poter affrontare quel viaggio sarebbe tale da renderlo impossibile.

E la decantata intelligenza artificiale, quale ruolo potrebbe giocare in tale contesto? Al riguardo, Hawking sostiene che, qualora essa non fosse adeguatamente controllata, potrebbe comportare insormontabili ostacoli. I computer potrebbero superare l'intelligenza(sic!) umana nel prossimo secolo. Questo, secondo la “Legge di Moore”. Per cui, la nostra possibilità di sopravvivenza sarà condizionata dall'abilità con la quale saremo in grado di controllare l'evoluzione robotica e l'intelligenza artificiale.

Questo diceva Hawking. Che ci osserva dal suo sepolcro nell'abbazia di Westminster. Insieme con Darwin e Newton. 

Riferimenti:

-https://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/vincenzo-palermo/dio-non-gioca-dadi/maggio-2013

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https://www.focus.it/scienza/spazio/proxima-b-domande

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