Lavoro, l’importanza dello sviluppatore di videogame nella società digitale

Se il tuo sogno nel cassetto è lavorare con il computer, maneggiare la tecnologia, guidare lo sviluppo, programmare la svolta digitale del domani allora uno dei lavori che potrebbe fare per te è quello dello sviluppatore nel mondo del gaming.

Un settore che sta vivendo una crescita incredibile nel panorama economico e finanziario e che sta chiedendo a gran voce professionisti e figure altamente specializzate. 

Tra queste, ovviamente, la figura dello sviluppatore, che riveste un ruolo di centrale importanza nel successo della filiera, in particolare nella progettazione di giochi come le slot machine online con soldi veri. Non solo gambling, però. Un titolo, un videogame, un’app, una piattaforma, sono tutti frutto del duro lavoro compiuto dalle software house. Niente di tutto questo sarebbe possibile senza il sapere e la tecnica di un buon sviluppatore. 

Ma come si fa per imboccare questa strada.  Lo ha spiegato al sito Randstad Gianpaolo Greco, creative director del reparto eXtended Reality di Uqido, azienda che lavora nello sviluppo della realtà aumentata e virtuale nei videogiochi. Questo il suo pensiero: “È un mondo difficile per chi inizia e non offre molte possibilità d'ingresso, quantomeno in Italia, dove le aziende che sviluppano videogiochi sono poche e avere l'opportunità di fare anche solo una esperienza di stage non è così immediata”. 

Una carriera, che almeno per iniziare, può passare attraverso un percorso specializzato come quello dell’Accadema Italiana Videogiochi, aperta nel 2004, oppure la Event Horizon, la scuola che ha più iscritti in tutto il mondo, o ancora l’Università di Milano e quella di Verona che instaurato un master universitario in videogiochi. Fondamentale però è mettersi in mostra con i propri lavori, “anche poco gradevoli graficamente - suggerisce ancora Greco - o clonati da altri giochi esistenti. L'importante è che siano funzionanti, che vi siate ‘sporcati’ le mani e abbiate appreso le basi di sviluppo di un videogioco”. 

Si inizia così per poi arrivare ad alzare al cielo il premio dei Game Developers Choice Awards, il riconoscimento per i migliori programmatori del mondo, che quest’anno è andato a Yuji Horii, creatore di Dragon Quest, e Steven Spohn, di AbleGamers, “da altri giochi esistenti. L'importante è che siano funzionanti, che vi siate ‘sporcati’ le mani e abbiate appreso le basi di sviluppo di un videogioco”, si legge nella motivazione del premio. Mentre il giapponese è stato celebrato per il suo “ pionieristico come creatore dell'amata serie di Dragon Quest, un'opera che ha influenzato e ispirato il design dei videogiochi di ruolo sin dall'uscita del primo capitolo della serie avvenuto nel 1986”. 

Perché se si vuole diventare sviluppatori tanto vale guardare in alto. 

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