Documentari: i più belli (e le ragioni del loro successo)

Poche cose sono apprezzate in modo trasversale come i documentari, soprattutto se parliamo dei documentari degli ultimi vent’anni, ben diversi dall’accozzaglia di immagini messe a scorrere con un sottofondo musicale di alcuni documentari di qualche decennio fa.

Negli ultimi anni, complice l’abile uso dello storytelling e la regia di alcuni tra i migliori registi al mondo, i documentari sono diventati un genere apprezzato dal pubblico e premiato ai festival. Dai tempi dei pionieri come il leggendario Jacques Cousteau a oggi, insomma, il genere ha vissuto un’evoluzione che l’ha portato a ottenere sempre più successo.  

Solitamente, quando si pensa ai documentari, si pensa a quello legati al racconto della natura. Ma la realtà è che i documentari abbracciano ormai tutte le tematiche; per esempio, al poker sono stati dedicati diversi documentari di valore, così come ai videogiochi e alle leggende dello sport, ai protagonisti dell’arte e del cinema.  

Fare una carrellata dei migliori documentari è impresa ardua, vista la quantità di ottime pellicole prodotte negli ultimi dieci/vent’anni. Quella che segue è una selezione a mo’ di esempio di come il genere racconti qualsiasi argomento senza alcuna remora e con un successo a volte persino maggiore dei film “classici”.  

Cominciamo con The story of film: an odissey, titolo del 2011 che in 15 episodi racconta la vicenda della nascita del cinema dagli albori, a fine ottocento, fino ai primi anni 2000. Uno spaccato emozionante e puntuale della settima arte, così amata e così discussa.  

Searching for Sugar Man, del 2012, è il racconto di un personaggio dal destino quasi assurdo: Sixto Rodriguez, cantautore statunitense, una meteora nel mondo dello spettacolo americano, ma non di quello sudafricano, nazione dove gode ancora di grande considerazione; un successo di cui il cantautore, che ha passato la vita in fabbrica, non ha mai saputo nulla fino al 1997. Il documentario, realizzato dal compianto regista svedese Malik Bendjelloul, si è aggiudicato diversi premi, tra cui l’Audience Award e il Best Music Documentary Award. 

Altrettanto curiosa è la storia di Philippe Petit, narrata dal documentario Man on Wire – Un uomo tra le Torri: nel 1974 il funambolo attraversò un cavo metallico teso tra le Torri Gemelle del World Trade Center, in bilico sul vuoto. Una storia affascinante, che dimostra quanto la volontà e le capacità umane possano superare ostacoli in apparenza insuperabili.  

Com’è ovvio, i documentari naturalistici non sono mai in crisi, ma anzi hanno assunto un taglio narrativo più nuovo e fresco. La marcia dei pinguini, uscito nell’ormai lontano 2005, racconta la migrazione del pinguino imperatore e le difficoltà che questa peculiare specie deve affrontare. Girato dal regista Luz Jacquet, è un pezzo di storia recente del documentario naturalistico, un capolavoro che ha ottenuto un grande successo.  

Non mancano neppure documentari sui grandi protagonisti della musica, i più cantautori e i musicisti che hanno fatto la storia. Roger Waters: US + Them, uscito nel 2019, è un film concerto dedicato al membro fondatore dei Pink Floyd e al suo tour che ha ripercorso gli album di maggior successo della band, tra cui l’immortale e famosissimo The Wall, e presentato al pubblico i brani tratti dall’album Is This Life We Really Want? 



Western Stars è invece un’opera dedicata all’album omonimo della leggenda del rock statunitense Bruce Springsteen, che nel documentario esegue i pezzi che compongono l’album accompagnato dalla sua band, la E Street Band, e da un’intera orchestra. I temi sono quelli cari al cantautore del New Jersey, come il lento e inesorabile passaggio del tempo.  

Chiudiamo la breve carrellata con una storia di un uomo fuori dal tempo, un personaggio di cui oggi fatichiamo a immaginare la vita, soprattutto se siamo abituati a vivere in una metropoli. L’ultimo pastore, diretto da Marco Bonfanti, è il racconto romanzato di Renato Zucchelli, l’ultimo “pastore nomade” del tessuto urbano milanese che vorrebbe portare il suo gregge nel centro di Milano per incontrare i bambini che non sanno cos’è e cosa fa un pastore. Una fiaba moderna su un personaggio che, per certi versi, ricorda l’ostinazione di Don Chisciotte, romanticamente ancorato alla sua vita da pastore.  

I documentari sono un genere con una grande dignità e un pubblico numeroso e variegato. Il successo dei film-documentari o dei documentari tout court si deve a una costruzione delle storie sempre più avvincenti, in cui la realtà viene raccontata con i modi della fiction: una scelta vincente.

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