matrimoni bianchi

Negli ultimi anni sono sempre più frequenti situazioni nelle quali coppie di coniugi o conviventi faticano ad avere rapporti sessuali completi, l'intimità nel tempo si esprime così in sempre più sporadici incontri dove il fallimento penetrativo porta infine all'evitamento di qualsiasi intimità fisica col partner.


Stiamo parlando dei così detti matrimoni bianchi, meglio descritti, visto l'aumento
delle coppie di fatto, come relazioni bianche, relazioni dove la mancanza di rapporti sessuali, a meno che non sia riconducibile a cause organiche di uno od entrambi i partner, è indice di un
profondo disagio della coppia.

Paura del dolore, timore a lasciarsi andare, disagio o sensi di colpa nel poter esprimere le sensazioni
di piacere, conflittualità con il proprio corpo e tensioni nella coppia spesso inespresse fanno sì che complessi meccanismi individuali si intreccino e si nascondano in una strana complicità tra i partners. Non è infrequente quindi che la coppia arrivi a vivere tutto questo in un silenzio assenso,
come in una sorta di patto che mantiene segreto il problema: se da un lato questo rinforza il legame perché consente di non esplorare i propri problemi sessuali irrisolti, dall'altro condiziona al punto l'initimità della coppia arrivando a creare un vero e proprio circolo vizioso che alimenta e rinforza il disagio stesso.

Ciò che incide maggiormente sul presentarsi del sintomo è uno stato di ansia anticipatoria al
rapporto che frequentemente si esprime nella donna attraverso il vaginismo (contrazione della muscolatura vaginale che impedisce qualsiasi tentativo introduttivo) e, nell'uomo, nel deficit erettivo a base psicogena (interferenza emotiva e cognitiva che provoca la caduta dell'erezione).
Si determina così un'intimità condizionata da pensieri ed emozioni negative che nel tempo portano insoddisfazioni, imbarazzi e vergogna; l'esperenza sessuale e del piacere poi, sempre più difficili da vivere nella loro pienezza, vengono nel tempo sottovalutate, quando ancora ignorate col tacito consenso di entrambi.

Arriva spesso però un momento in cui questo equilibrio si incrina: l'interesse rinnovato ad
incontrare il corpo dell'altro dopo anni di silenzio o il desiderio di un figlio costringe la coppia ad affrontare la propria sessualità, ed è proprio questo il momento in cui può essere cercato il professionista. Al sessuologo è richiesto un aiuto per recuperare, o meglio ricostruire, l'intimità della coppia e quello che si viene a delineare è un percorso che crei le condizioni per un nuovo modo di stare insieme, non solo riscoprendo la sessualità, ma soprattutto una complicità ed un'intesa autentica di chi è capace di fidarsi ed allo stesso tempo affidarsi all'altro.
Prendere quindi coscienza delle proprie paure ed insicurezze, condividerle e superarle insieme come un nuovo inizio libero dai fantasmi del passato.

Dott.ssa Rossella Benedicenti
Psicologa-Sessuologa

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