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L’ISIS (o IS, o ISIL,o DAESH) è ormai una realtà tristemente nota a tutti. Tra decapitazioni, rapimenti, distruzione di siti archeologici storici, propaganda mediatica ben fatta e la guerra della cosiddetta “jihad”, l’autoproclamatosi Califfato è da quasi un anno che si sta facendo strada in un fiume di sangue.

 Le ultime immagini ci raccontano l’esecuzione di 30 cristiani etiopi, in Libia che è diventata la seconda base dei miliziani islamisti (dopo Raqqa, capitale della Siria), accusati di essere “militanti che vogliono uccidere i musulmani” (…) “ed appartenenti alla Nemica Chiesa dell’Etiopia”. Con queste dichiarazioni, che non sono altro che frasi propagandistiche, l’IS comunica che quella che stanno portando avanti è una difesa alla loro Religione, o meglio è l’applicazione delle dottrine scritte nel Corano, il Libro sacro musulmano. Ovviamente, e naturalmente, a sentire queste parole più di qualche dubbio nasce in tutti noi, ed una domanda in particolare ci nasce spontanea: come può una RELIGIONE permettere l’uccisione di credenti in una religione diversa?

‘Chiunque uccida un uomo, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità.’ Il Nobile Corano, 5:32 11

Dopo aver letto questo versetto del Corano una domanda (è la seconda) spunta nella nostra testa: ma quelli dell’ISIS non hanno capito il significato di questa frase? O forse hanno sorvolato questo capitolo? Oppure, soluzione più logica, tutto quello che stanno facendo non ha uno scopo religioso ma soltanto di ‘JIHAD personale’? Il termine jihad, come descritto nel Corano, ha un significato religioso che sta ad indicare uno sforzo: inteso come sforzo morale (per cercare di essere un uomo migliore), uno sforzo religioso (per essere un miglior musulmano praticante) e mai viene usato come riferimento ad una lotta armata…! Ma procediamo con ordine.

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Chi è l’ISIS (LO STATO ISLAMICO)?

Il 29 giugno 2014, a Mosul (Iraq), nella Grande Moschea, Abu bakr Al-Baghdadi annuncia l’autoproclamazione del califfato islamico, tra Siria ed Iraq, con egli stesso a capo (il Califfo) ed assegnandogli il nome ISIS o ISIL (Islamic State of Iraq and Syria; Islamic State of Iraq and Levant), affermando che Il Califfato è un dovere per tutti i musulmani.

Il Califfato è una forma di governo, risalente al Medioevo, in cui il massimo esponente, il Califfo appunto, svolge il ruolo di guida politica e spirituale della comunità islamica, una sorta di Vicario o luogotenente.

Di fede sunnita, in principio, i miliziani dello Stato Islamico iniziarono la loro mattanza scendendo in campo per combattere il politico e leader siriano Bashar Al-Assad di fede sciita: la differenza fra le ‘2 fedi’ sta nel fatto che i sunniti predicano una religione che si basa sulla tradizione (sunna=tradizione) ed implica quindi un atteggiamento religioso e sociale radicale (integralista o estremista); gli sciiti invece sono anch’essi musulmani ma con un atteggiamento più ‘moderno’, più ‘occidentalizzato’, ed è proprio questo ‘piccolo particolare’ che fa nascere l’odio tra le due fazioni. La loro propaganda è così ben effettuata che tutta la popolazione sunnita supporta la loro avanzata, senza rendersi conto di quello che veramente vogliono i miliziani, favorendo così la conquista di città come Raqqa e Mosul con il conseguente saccheggio di case, edifici, banche che gli permette di avere un tesoro di circa 3 miliardi di dollari ed armi sofisticate.

I 2 obiettivi principali dell’ISIS sono:

Eliminare i confini tra le Nazioni orientali (Levante) e creare così un unico califfato;
Creare un califfato in Africa da unire con quello del Levante, data la presenza di cellule terroristiche africane.
Altro obbiettivo è quello di cacciare gli invasori, cioè gli Stati Uniti, considerati appunto invasori in quanto si sono presentati come esercito portatore di pace e poi si sono stabilizzati su quelle terre per altri motivi, evidentemente.

La loro voglia di riscrivere la storia dell’umanità è talmente forte da distruggere qualsiasi cosa che si presenti sul loro cammino, anche siti archeologici di importanza mondiale, come se avessero una voce per raccontare quello che è veramente successo..è talmente forte da portarli ad incendiare biblioteche centenarie e riscrivere una riforma scolastica in cui studiare monoteismo ed arabo ed eliminare materie come l’arte.

La cronaca ci parla di un cammino partito dalla Siria, lasciandosi alle spalle una scia di sangue, rapimenti di bambini (per indottrinare le nuove generazioni) e cristiani (poi uccisi per cancellare il loro indottrinamento), ed arrivato sino in Libia con le minacce rivolte a Roma, raffigurata con la bandiera miliziana sul Colosseo.

Un cammino che in un anno ha portato conquiste e che se non sarà fermato non si accontenterà del Medio Oriente e dell’Africa quindi, ma sarà destinato a spingersi sempre oltre i propri confini.

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