Islam

 
Oggi, il concetto di Islamismo, ha connotazioni polemiche, dovute al linguaggio delle scienze politiche occidentali, ma è anche vero che lo stesso termine è usato in diversi modi dall’opinione pubblica, specialmente dai media. Gli stessi islamici non usano il termine, ma usano islami con il quale intendono ‘religiosi’ ed ‘islamici’.

Qui viene usato il termine Islamismo per indicare l’attivismo non-violento e fondato su visioni politiche con un preciso progetto politico, organizzati come movimenti sociali o partiti politici, con attività politiche ed azioni simili alla struttura degli stati, o in dialogo con loro. Una definizione:


L’islam politico denota il ricorso all’Islam come prima giustificazione per la propria azione politica, specialmente dove le richieste vengono fatte nei confronti delle autorità politiche o tramite metodi di mobilitazione ed impegno proposti dalle comunità musulmane. Essendo discendenti dei movimenti islamisti del mondo musulmano, essi rappresentano solo una minoranza della popolazione musulmana in Europa. La loro portata politica e capacità di focalizzare dibattiti sulla condizione dell’Islam in Europa spesso supera gli ambienti di militanti più vicini che li compongono, andando a coinvolgere diversi settori sociali.

La presenza di movimenti islamici, in Europa, è un fenomeno in costante aumento: movimenti che si mobilitano e lavorano per la difesa degli interessi dei musulmani europei e per il riconoscimento dell’Islam in Terre europee. Tra questi movimenti si distinguono i Fratelli Musulmani, l’UIOE (Unione delle organizzazioni islamiche europee), ed i movimenti missionari e predicativi come il Salafismo ed il Tabligh, che giocano un ruolo cruciale nella islamizzazione e re-islamizzazione degli immigrati.


Anche se presenti da circa 40 anni essi diventano realmente visibili solo quando alcuni conflitti emergono nella sfera pubblica e, spesso, la loro mobilitazione è percepita come qualcosa di fondamentalmente conflittuale sia da parte dei media che da parte delle istituzioni: in un contesto di Stati secolari e riluttanti verso l’impegno religioso nella sfera pubblica, i musulmani che si impegnano in difesa dei valori islamici in Europa sono spesso accusati di duplicità (islamizzare la società che li ospita o, nel peggiore dei casi, organizzare attentati terroristici) nel loro rapporto con la democrazia e la popolazione europea.

La struttura e le aspirazioni per i reclami dei diritti islamici si sono evoluti molto: oggi essi sono molto diversi tra di loro ed usano diversi metodi per cambiare le policies che governano le vite dei musulmani (anche forme di politica secolare nella tradizione politica europea).

La complessità del fenomeno è data dall’eterogeneità dei gruppi attivisti e dai metodi utilizzati per la difesa della propria religione: movimenti più tradizionali dell’Islam politico, come il Salafismo o il Tabligh, manifestano la loro protesta tramite una simbolica alienazione dai valori dominanti di quella stessa società (come il voto o la cittadinanza) ed affermando il primato di una idealizzata micro-comunità religiosa al di sopra di ogni altra forma di organizzazione sociale, ma, l’obiettivo principale resta comunque quello di esprimere la loro religiosità nella sfera pubblica, senza essere visti come un opposizione o come minaccia ai valori europei. Anzi questo dimostrerebbe capacità nell’adattarsi all’evoluzione politica europea e significherebbe un maggior sviluppo dell’Islam politico europeo.

Viceversa, il ricorso a forme radicali dell’Islam politico, specialmente da parte di giovani generazioni, è spesso l’espressione di chi è escluso e socialmente e culturalmente discriminato. Una possibile soluzione potrebbe essere un maggior coinvolgimento dei militanti musulmani negli interessi generali della società in cui vivono, coinvolgimento che eliminerebbe la logica dell’opposizione che guida le violenze ed il rigetto verso le istituzioni statali.

 

Infine, per capire cosa è in gioco nel problema dell’Islam in Europa, bisogna intendere le radici delle presenti tensioni e dei conflitti emergenti come radici europee corrispondenti a particolari realtà nazionali e, le reazioni a questi conflitti dovrebbero essere considerate dalle istituzioni europee non soltanto come materia di dialogo interculturale, ma anche come responsabilità politica europea che quindi necessita maggiori interventi: per una migliore convivenza tra le comunità, l’Islam europeo necessita di visibilità nel patrimonio culturale, politico e storico dell’Europa.

 

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