buffon gianluigi

Bianconeri ai quarti di finale, il 15 marzo a Nyon il sorteggio.

La Juventus è tra le prime 8 squadre d’Europa. Può bastare, per ora. Perché c’è il campionato che chiama e il Catania reduce dal ko casalingo contro l’Inter arriva a Torino ancora scottato dalla rimonta subita. Poco tempo per esultare, ancora meno per guardare troppo più in là dei quarti appena raggiunti. ”E’ un sogno che ci siamo conquistati, è bellissimo, siamo partiti da tanto lontano – afferma Antonio Conte -. Dove possiamo arrivare? La fame dobbiamo averla sempre perché ci siamo appena seduti a tavola con lo scudetto e la Supercoppa. La Champions è un sogno che vogliamo cullare e accarezzare”. A partire dai quarti (sorteggio in programma a Nyon il prossimo 15 marzo). ”Sono molto fatalista, vediamo quale avversario ci riserverà l’urna, intanto pensiamo al Catania. Siamo i favoriti in campionato, ma rivincere in Italia non è mai facile e per la Champions dovremo essere bravi e farci trovare tutti pronti”.

La carica di Buffon. ”Quindici mesi fa arrivavamo settimi per la seconda volta di fila, credo sia già un bel traguardo raggiunto – afferma il portiere bianconero e della Nazionale -. Per arrivare in fondo a competizioni come la Champions ci vogliono bravura e molta fortuna. Lo abbiamo visto con il Manchester, una fatalità ha fatto sì che avanzasse il Real”. Per i quarti Buffon spera di evitare proprio gli spagnoli: ”Li ho già battuto tre volte e per la legge dei grandi numeri… Speriamo di incontrarli più avanti”.

Quagliarella, bello di notte. L’Avvocato definiva così Boniek, che nelle serate di Coppa si trasformava. E quella col Celtic è stata anche la serata di Quagliarella: al rientro dopo un mese senza presenze, resta il più prolifico degli attaccanti bianconeri con un gol ogni 94 minuti giocati: ”Sono molto soddisfatto, ho fatto una grande partita e ho anche segnato. Ci tengo tantissimo a dare il massimo ogni volta che sono chiamato in causa”.

Matri colpisce ancora. Al turnover in attacco risponde con un gol e una battuta: ”Tutti vorremmo giocare. Sta a noi comportarci bene, rispondere sul campo, perché comunque le uniche risposte che si possono dare sono sul campo. E’ normale che tutti e cinque vogliamo giocare… Però o si fa a botte oppure si fa così”.

Commenti

Potrebbero interessarti