Perché non possiamo goderci, senza polemiche, una delle poche soddisfazioni che ci riguardano.

Ieri sera, su canale 5, è andata in onda "La grande bellezza" il film di Paolo Sorrentino interpretato magistralmente da Toni Servillo, ed è scoppiata la polemica sui social.
Questo, oltre a rivelare come il cinema italiano sia bistrattato dai suoi connazionali, dato che il film è uscito nelle sale la scorsa primavera ma la maggior parte l'ha visto solo ieri, dimostra come all'italiano medio dia quasi ribrezzo l'italianità e tutto ciò che la riguardi.
Un film italiano, dopo quasi vent'anni torna a vincere un Oscar, un premio che rappresenta una consacrazione non solo in America, ma a livello mondiale ma non si è fatto altro che sparare a zero con commenti come:"Il film è noioso", "Non si capisce nulla", "Che significa?" A parte il fatto che per gustarsi bene un film bisognerebbe concentrarsi su di esso totalmente, cercando di mettere da parte per quel paio d'ore smartphone e PC, ma pare che la vera tendenza sia quella di cercare si sfasciare quello che di buono riusciamo a mantenere o a produrre, come il caso del film di Sorrentino.

E' evidente, dunque, che la grande bellezza (nel suo senso più ampio) non è per molti, ma non perché sia un prodotto di élite, ma perché l'italiano è così abituato alla bruttezza e alle brutture che non riesce a godersi quello che di buono gli viene regalato, che poi è il senso, nemmeno tanto criptico, di tutto il film.

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