forum agricoltura dauna

Si è concluso questo pomeriggio il secondo forum dell'agricoltura dauna "Innovazione, qualità, competitività.

La nuova agricoltura" svoltosi nei giorni 19 e 20 aprile nella location di Palazzo Dogana.
Il workshop è stato organizzato dalla Provincia di Foggia, Assessorato Agricoltura, con la collaborazione di Inea, Cra, Ismea, Agea e PromoDaunia, con l'intento di discutare e confrontarsi sulle nuove politiche europee in materia di agricoltura.

Si è discusso prevalemtemente di Pac (politica agricola comune), di Greening (ossia "l'inverdimento" previsto dalla Pac per il quadriennio 2014-2020), nonché di competitività per lo sviluppo. Ovvero quali sono le strategie vincenti da applicare all'agricoltura del futuro? Innanzi tutto diversidicare le colture, mantenere prati permanenti, avere aree  di interesse ecologico per più del 7%, così facendo gli agricoltori attivi riceveranno dell'Unione un finanziamento da poter reinvestire nelle stesse politiche agricole. «La Regione Puglia sta cercando di individuare le strategie e una metodologia di lavoro partecipata (es. partenariati) con gli agenti del territorio; dopodiché individuare soggetti politici, organizzare workshop di lavoro e laboratori al fine di individuare bisogni per tradurli in obiettivi, facendo seguire ad una fase di analisi una di progettazione, poiché è indispensabileo conoscere per poter partecipare, costruire e infine decidere»

Così Grazia Valentino, uno dei relatori del seminario. Ma c'è stato anche chi non ha espresso delle remore sull'argomento; ovvero è, nella realtà dei fatti, così semplice adeguarsi alle politiche dell'Unione e della Comunità europea ed essere competitivi al tempo stesso? A parere di Guido Tampieri "non omnes possumus omnia" (citando Virgilio), dal momento che non solo lo Stato italiano è uno stato fortemente impoverito (dove dice Tampieri «sono tutti abili tennisti nel lanciare la 'palla' a qualcun altro») ma bisogna avere l'intelligenza delle situazioni diferenti, ossia ciò che è pensato per alcuni non è detto che vada bene per tutti, e molto spesso l'Italia non è stata chiamata in causa quando bisognava prendere decisioni,  «per cui dobbiamo adattarci ad uno schema non pensato per noi, per le logiche dei nostri mercati! Di conseguenza rimarremo sempre indietro», è l'amara conclusione.

Punto centrale del worshop si è dimostrata tuttavia la "politica ecologica" a sostegno di impegni ambientali applicabili su tutto il territorio dell’Ue, attraverso l’introduzione di un pagamento aggiuntivo per beni pubblici quali sottrazione di CO2, difesa del suolo, regimazione e qualità delle acque. Tale pagamento è obbligatorio per gli Stati membri, volontario per gli agricoltori. Il greening si pone quindi come una remunerazione per la produzione di beni pubblici, in linea con gli obiettivi della Strategia Europa 2020.

 

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