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Milano, 1 marzo - La 'Ndrangheta, l'organizzazione criminale calabrese che da tempo si è insediata in Lombardia reimpiegando i proventi delle attività criminali in diversi settori dell'economia lecita, è ancora una volta finita nel mirino degli inquirenti.

Secondo le accuse, durante il biennio 2005/2006, l'Ndrangheta avrebbe investito nel settore sanità comprando a Milano una o forse più farmacie.  

È quanto emerge dalle indagini condotte dalla Squadra mobile di Milano in collaborazione con la Direzione distrettuale antimafia, la Guardia di Finanza e la polizia municipale del capoluogo lombardo. 

L'Ndrangheta avrebbe riutilizzato più di 200 mila euro, soldi derivanti dalle attività criminali, per l'acquisto della farmacia che si trova a Milano in Piazza Caiazzo.

Giuseppe Strangio, 56 anni, direttore dell'ufficio postale di Siderno, un Comune situato in provincia di Reggio Calabria, è stato arrestato con l'accusa di aver favorito il riciclaggio dei proventi di alcuni famiglie malavitose calabresi, in particolare quelle dei Marando, dei Romeo e dei Calabrò.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita dal Gip Cristina Mannocci, su istanza del capo della Direzione distrettuale antimafia di Milano Ilda Boccassini.

Sfruttando i poteri derivanti dalla sua carica, nel 2006 Strangio avrebbe impiegato la somma per l'acquisto della farmacia. L'accusa a sua carico è quella prevista dall'art. 648 ter c.p. ossia "impiego in attività economiche o finanziarie di denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto".

La figlia di Strangio, inoltre, dopo il conseguimento della laurea sarebbe stata assunta proprio nella stessa farmacia. 

A seguito dell'arresto, l'organo di controllo delle Poste che si occupa di auto-riciclaggio ha avviato un'indagine all'interno dell'ufficio postale di Siderno, presso il quale Strangio lavorava come direttore da circa vent'anni. 

Ilda Boccassini ha ringraziato le forze dell'ordine che hanno partecipato all'inchiesta, facendo riferimento soprattutto alla "sinergia", che è sempre stata presente nel corso delle indagini, "tra squadra mobile, polizia giudiziaria, Dda, guardia di finanza e polizia municipale".

Secondo il magistrato milanese solo "una tale sinergia può portare all'accertamento di fatti così gravi".  

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