Giornata Mondiale Autismo

PALERMO: Nell'ambito della Giornata Mondiale dell'Autismo, il 2 aprile si svolgerà a Palermo una manifestazione che culminerà con una fiaccolata,per tenere viva l'attenzione su di un problema spesso sottaciuto, ma che ha una valenza non indifferente.

La manifestazione di Palermo vedrà protagoniste le tante figure che ruotano attorno alla patologia autismo: familiari, operatori sanitari, ma anche, si spera, numerosi, i massimi rappresentanti delle istituzioni.

Abbiamo chiesto a Gaetano Mormando padre di due bambine autistiche e autore di una bellissima video-poesia che verrà presentata nel corso della manifestazione, cosa rappresenta per lui questa giornata: <<Tengo a precisare che il problema autismo è per sempre, ogni giornata, ogni ora, ogni minuto. E' qualcosa che la si vive ogni istante! La manifestazione di Palermo e la Giornata Mondiale dell'Autismo la vivo come un momento di aggregazione e di festa di tutte le persone che hanno a cuore il problema, sia perché lo vivono in prima persona, sia per questioni professionali, sia per un atto di solidarietà. E' importante che avvenga una sensibilizzazione verso il problema autismo>>.

Da genitore cosa chiede alle istituzioni?

<<Innanzitutto chiedo - ci risponde Gaetano Mormando - che venga applicata la legge nazionale e le linee guida per l'autismo, in modo da risolvere la maggior parte dei problemi che ricaduno sulle famiglie con bambini autistici. Devo dire che la Regione Sicilia, rispetto al resto d'Italia, ha mostrato in linea teorica maggiore attenzione. Chiedo quindi che questa maggiore sensibilità, si traduca nei fatti con l'applicazione delle leggi già esistenti non solo in Sicilia ma nel resto d'Italia.>>

Il problema, a nostro parere, va affrontato sui due versanti. Innanzitutto aiutare fattivamente le famiglie ed i bambini colpiti dalla presenza di questa patologia e poi cercare di scoprire le reali cause della patologia, che paradossalmente viene considerata tale solo fino ai 18 anni del soggetto autistico. A causa di una questione di terminologia legislativa e probabilmente per una volontà politica, che non riconosce il problema anche in età adulta, le famiglie vedono il traguardo della maggiore età dei propri figli come un momento di sconforto, dopo il quale si viene abbandonati a se stessi.

Ma approfondiremo l'argomento, attraverso le pagine di questo giornale, dopo lo svolgimento della manifestazione del 2 aprile alla quale si auspica una massiccia partecipazione per sensibilizzare l'opinione pubblica ed i legislatori.

Antonino Schiera

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