del turco presidente
I pm di Pescara avevano chiesto la condanna a 12 anni di reclusione. Il politico è accusato di associazione per delinquere, corruzione, abuso, concussione, falso. Le foto relative alla presunta tangente “delle mele” era stata al centro della requisitoria. All'imprenditore Angelini, accusatore dell'ex governatore, inflitti 3 anni e mezzo.

Nove e anni e nove mesi per l’ex presidente dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco. Il politico Pd ed ex socialista era imputato nel processo “Sanitopoli”, a Pescara, su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese, che il 14 luglio 2008 lo ha portato in carcere. ”Per ora non dico nulla. Sulle sentenze prima si riflette poi si parla” dice Del Turco, raggiunto al telefono dall’Ansa. “Appello sicuro”, ha detto.

I pm di Pescara Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli avevano chiesto la condanna a 12 anni di reclusione. A Del Turco è accusato di associazione per delinquere, corruzione, abuso, concussione, falso. Le foto relative alla presunta tangente “delle mele”, che sarebbe stata consegnata dall’imprenditore Vincenzo Maria Angelinia Del Turco il 2 novembre 2007 a Collelongo (L’Aquila), era al centro della requisitoria. Proprio Angelini è stato condannato a tre anni e mezzo, l’accusa aveva chiesto 3 anni. Angelini aveva chiesto 11 milioni di euro per danni morali.

Il 14 luglio 2008 l’inchiesta, poi chiamata “Sanitopoli”, decapitò la giunta regionale portando in carcere, oltre al governatore, assessori, consiglieri regionali e manager. Oltre a Del Turco erano stati rinviati a giudizio 27 imputati, tra persone e società. Tutto era nato da una inchiesta sulla cartolarizzazione dei debiti della sanità, effettuata da quello che veniva definito il deus ex machina bipartisan, Giancarlo Masciarelli a capo della finanziaria regionale che, nominato dal centrodestra, era stato poi confermato da Del Turco. Ad accusare Del Turco era stato Angelini, ex titolare della clinica Villa Pini, con le sue dichiarazioni sul pagamento di tangenti rigorosamente bipatisan. Nel corso di più interrogatori in procura, Angelini aveva dichiarato ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro ad amministratori pubblici regionali sia di centrosinistra che di centrodestra, in cambio di agevolazioni. Secondo l’accusa dal 2003 al 2008 i vertici di due amministrazioni regionali, quella di Giovanni Pace prima e quella di Del Turco poi, sarebbero stati protagonisti di un malaffare che avrebbe portato pian piano al tracollo della sanità abruzzese. Già condannato, invece, a due anni di reclusione dalla Corte d’Appello dell’Aquila per il reato di concussione per induzione, l’ex presidente di centrodestra della Regione, Pace che era stato assolto da tutte le accuse contestate.

Il tribunale collegiale di Pescara ha condannato anche l’ex parlamentare del Pdl Sabatino Aracu a quattro anni; l’ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga a nove anni; gli ex assessori regionali Bernardo Mazzocca e Antonio Boschetti, rispettivamente a due anni e quattro anni; l’ex segretario generale dell’ufficio di presidenza della Regione Lamberto Quarta a sei anni e sei mesi; l’ex capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone a nove anni. Il Tribunale ha invece assolto l’ex assessore regionale alla sanità di centrodestra Vito Domenici, l’ex amministratore delegato della Humangest Gianluca Zelli, l’ex segretario dell’ ex assessore Mazzocca, Angelo Bucciarelli.

La difesa di Del Turco aveva chiesto l’assoluzione ”perché il fatto non sussiste”. L’avvocato Giandomenico Caiazza ha sostenuto che non vi fosse “la traccia di un solo euro. E’ un processo fondato sulle assurdità impossibili da affermare come fatti ragionevoli. Non c’è nulla di nulla. Non ci sono riscontri. La vita di Del Turco non si è modificata, ma è rimasta immutata nella sua sobrietà e semplicità”. In il legale si era soffermato anche sulla presunta tangente ”delle mele” che l’ex patron di Villa Pini avrebbe consegnato a Del Turco il 2 novembre 2007, a Collelongo (L’Aquila) e proprio riguardo alle foto relative all’episodio, aveva sottolineato che l’imprenditore volutamente ”sceglie di non documentare la dazione, lasciando invece indizi da cui si dovrebbe presumere che è avvenuta”. Parlando della busta delle mele con cui Angelini esce da casa Del Turco, il legale di Del Turco ha parlato di ”film di un calunniatore di professione”. Secondo l’accusa, l’ex governatore invece avrebbe intascato da Angelini 5 milioni e 500 mila euro insieme con l’ex segretario generale dell’Ufficio di presidenza della Regione, Lamberto Quarta e all’ex capogruppo del Pd, Camillo Cesarone.

 

Tratto da

FQ

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. 
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su info