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TarantoReport

IoSonoTe: nel nome del lavoro in pericolo 12.000 lavoratori a rischio imminente


volantinaggio teleperformance

Oggi in centinaia si sono uniti al flash-mob dei lavoratori di Teleperformance. Taranto è una città notoriamente dilaniata dai conflitti, lo dimostra anche l’estrema vivacità e il grado di litigiosità e disgregazione nel panorama politico in vista delle prossime amministrative, ma mentre ci azzanniamo l’un l’altro un operaio, un bracciante, una donna del tessile di Martina Franca, un addetto ai call center perde il suo posto di lavoro. Nell’indifferenza generale di una comunità che ha smesso di esserlo da tempo e che invece sui valori della vita e del lavoro dovrebbe ritrovarsi compatta e coesa.


Le parole del segretario generale della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, descrivono la campagna #IoSonoTe che oggi i lavoratori di Teleperformance hanno portato nei luoghi del commercio cittadino (Piazza Maria Immacolata) e davanti ai cancelli dell’ILVA.
Un messaggio di richiesta di aiuto e attenzione che arriva dai lavoratori della grande multinazionale francese delle telecomunicazioni, alla vigilia di una stagione difficile per il settore, sia per i piani di ridimensionamento da tempo annunciati dal management di Teleperformance, sia per la concorrenza sleale dei call-center da sottoscala che da anni corrode il mercato attraverso un dumping commerciale da terzo mondo.
Attraverso questa iniziativa chiediamo alla città di tornare a guardarsi negli occhi, parlare, andare oltre i propri steccati, i singoli problemi e diventare più forte nella consapevolezza di una comunità – dice Andrea Lumino, segretario generale della SLC CGIL – e per questo cominciamo noi per primi a portare la nostra solidarietà ai lavoratori e al lavoro in pericolo: gli operai dell’ILVA, ma anche gli addetti al commercio che per via di una crisi che sembra senza fine ogni giorno abbassano una saracinesca.
#IoSonoTe è d’altronde questo: lo specchio in cui ognuno deve tornare a riconoscersi guardando l’altro – dice ancora Peluso – perché i salari e gli stipendi che si perdono ogni giorno in questa città, sono meno entrate per l’impresa locale, meno soldi per chi vende servizi, ristruttura case, per chi vende giornali o scarpe e persino per la spesa quotidiana. E tutti pertanto dovremmo sentirne il peso e l’urgenza.
Così il flash-mob dei lavoratori di Teleperformance prova a suonare l’allarme attorno al lavoro. In silenzio e in piedi davanti alla portineria D dell’ILVA, e in piazza Maria Immacolata, è andato in scena un sit-in muto connotato solo dal suono di una sirena e dalla diffusione di un breve documento che fotografa alcune delle emergenze già in atto.
Quei quasi 12mila lavoratori in pericolo riportati nella minuta della SLC sono numeri parziali – sottolinea Paolo Peluso – L’elenco però è molto più lungo, difficile da completare facendo la conta delle micro-vertenze che ad esempio attraversano le nostre categorie, ma anche quelle che si rivolgono ad altri sindacati o addirittura calcolando i numeri di migliaia di lavoratori con voucher sfruttati ad esempio per lunghi periodi in uffici, campagne, cantieri e su cui come CGIL stiamo ingaggiando una dura campagna referendaria per chiederne l’abolizione dello strumento che genera solo altra precarietà.
Sono numeri da brivido – spiega Andrea Lumino – numeri che dovrebbero spingere i lavoratori in pericolo e quelli precari della nostra terra a tornare a parlare tra di loro, a solidarizzare gli uni con gli altri e a dire Io Sono Te.
Nel volantino diffuso oggi davanti alla fabbrica e nel centro cittadino ci sono macro e micro vertenzialità. Alcune note, alcune, dopo la fase acuta, già passate nel dimenticatoio, come quella degli ex lavoratori del Brico Center di Taranto o quelle degli ex operai Cementir, Isola Verde o degli LSU impegnati negli enti locali, altre ancora segno tangibile dei paradossi di questa città, che a fronte dei picchi ambientali e epidemiologici risponde con la precarietà dei lavoratori dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente o dei medici e ricercatori del Registro Tumori.
Come lavoratori di Teleperformance – si legge nel volantino – siamo stanchi delle continue vertenze e preoccupazioni, riteniamo non più accettabile il ricatto di ogni singola vertenza e pensiamo che i lavoratori di Taranto, città falcidiata dalla disoccupazione, dalla crisi, dai problemi ambientali e di salute, debbano tornare a parlare tra loro perché insieme si è più forti. Per questo diciamo che #IoSonoTe.
Un appello che oggi è stato raccolto da alcuni operai dell’ILVA che simbolicamente si sono uniti al flash-mob davanti ai cancelli della portineria D, dagli operai degli appalti, dai lavoratori del settore servizi, dai lavoratori delle imprese edili, da alcuni pensionati.
Al termine del flash mob di piazza Maria Immacolata il girotondo di #IoSonoTe si è poi spostato in piazza Carmine, dove i lavoratori hanno portato la loro solidarietà ai lavoratori del Caffè Italiano: il bar che questa notte è stato oggetto di un atto incendiario ai propri arredi esterni.
La solidarietà non ha colore – ha detto Paolo Peluso dopo aver incontrato la candidata sindaco Floriana De Gennaro, titolare del bar in questione – siamo qui per manifestare non vicinanza politica ma sana vicinanza umana a questo luogo di lavoro oggi in sofferenza.

Maristella Bagiolini.


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