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Cronaca di Foggia

Cronaca di Foggia e provincia - Redazione di Foggia


Diritti di superficie zona 167: parla il comparto Biccari

antonello abbattista

FOGGIA - “Il Consiglio comunale si appresta a votare un atto discutibile che riguarda i residenti delle zone 167 di Foggia.


Rimangiandosi, infatti, quanto deliberato nel luglio 2010 con una maggioranza di 20 voti favorevoli, il Consiglio comunale si appresta a votare la trasformazione onerosa dei diritti di superficie in diritti di proprietà per i residenti e le cooperative edilizie delle zone sorte alla periferia di Foggia alla fine degli anni Novanta”. 
E’ quanto afferma il coordinatore del Comitato di quartiere Comparto Biccari, Antonello Abbattista, che spiega: “L’atto votato nel 2010, infatti, non prevedeva alcun onere per coloro i quali avessero voluto trasformare il loro diritto di superficie in quello di proprietà. Questo perché i cittadini che avevano acquistato il diritto di superficie nel quinquennio 1995-1999, lo hanno fatto in una fase di progettazione del Piano di Zona 167, con il Piano Regolatore Generale Benevolo vigente, in cui suoli e immobili furono assegnati allo stesso costo sia che fossero ceduti con solo diritto di superficie, sia che fossero ceduti con diritto di proprietà.

Il diritto di superficie è un diritto reale minore rispetto al diritto di proprietà ed è disciplinato dall’articolo 952 e seguenti del Codice Civile e consiste nell’edificare e mantenere una costruzione al di sopra di un suolo di proprietà altrui. Se il diritto di superficie è a tempo determinato, al termine il titolare può essere chiamato dal proprietario del suolo alla corresponsione di un canone. 
Il “fare cassa” sulla pelle dei cittadini rappresenta un episodio certamente non nuovo per i residenti delle zone 167, per cui “E’ auspicabile, dunque, che il prossimo Consiglio comunale, approfondendo la questione, respinga questa contraddittoria proposta andando oltre la semplicistica logica del votare atti per dovere di fedeltà alla maggioranza che governa Palazzo di Città” conclude Abbattista.

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