Cultura

Arte e Cultura è la sezione fra le più ampie e comprende i seguenti argomenti: Archeologia, Bell'Italia, Arte, Cultura, Concorsi e Premi, Fotografia, Libri, Musica, Personalità, Tradizioni. Consapevoli che non riusciremo mai a saziare la fame di chi di cultura e di arte si nutre, facciamo il possibile per proporre quanto è in noi con assoluta umiltà.

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A seguito dei recenti fatti accaduti in Lombardia e in Piemonte, desidero spendere qualche parola su come, a mio avviso, sia possibile costruire una società pluralista. "Si parla di pluralismo sociologico quando si ammette o si riconosce l'azione di più gruppi sociali relativamente indipendenti gli uni dagli altri" (1) .

Innanzitutto, è bene precisare che, se si vuole costruire una società pluralista, nel senso sociologico del termine, non è possibile eliminare nessuno degli elementi culturalmente costituiti e presenti nello stesso territorio. All'interno della società devono poter convivere diversi gruppi portatori di differenti culture, religioni e modi di pensare.

Chi tenta di sopprimere un elemento culturale agisce come chi vuole il male, ossia come chi vuole limitare, abolire e distruggere la libertà degli esseri umani.

Qual è la libertà di ogni popolo? Quella di essere una "nazione", capace e desiderosa di convivere con altre "nazioni". E qui devo passare alle nozioni istituzionali di diritto costituzionale, e arrivare alla differenza fra stato e nazione. "La nazione sta a designare un'entità etnico sociale caratterizzata dalla comunione di lingua, cultura, costumi, di tradizione, di religioni fra coloro che la compongono" (2).

Quando parlo di nazione io non non alludo al nazionalismo (corrente culturale che prevede, invece, la superiorità di una nazione su un'altra) ma solo all'insieme delle tradizioni di un popolo. 

Lo Stato è quindi laico, la nazione, invece, si configura come un insieme di valori. E quali sono i valori di riferimento della nazione italiana? Che piaccia o no, sono quelli del cristianesimo. E, si badi, anche chi è agnostico è "psicologicamente" cristiano.

A questo fine si può leggere Galimberti e gli articoli che in passato ho pubblicato sull'argomento: "Lo schema cristiano del tempo vede sempre il passato come qualcosa da superare, di negativo, il presente come un periodo in cui mettere in atto tutte quelle attività necessarie a superare il passato, e il futuro come salvezza dell'anima. Umberto Galimberti ammette che questo tipico schema cristiano di concepire il tempo è rimasto il nostro abito mentale, e viene adottato anche in settori molto diversi dalla religione". (3)

Il Crocefisso affisso in luogo pubblico  non rappresenta lo Stato Italiano (che è laico) ma la nazione italiana, e il festeggiamento del Natale a scuola è estrinsecazione della nostra nazione.

E allora, per garantire il pluralismo, si possono aggiungere altre nazioni, permettendo nella scuola il festeggiamento di ricorrenze appartenenti alle religioni diverse da quella Cristiana. Ma se si espropriano bambini italiani delle loro radici, come potranno accettare quelle degli altri?

L'attuale ondata di razzismo e intolleranza presente nel nostro Paese è stata anche fomentata, e mi dispiace dirlo, da questo laicismo grezzo propugnato da una parte della sinistra ben lontana dalla realtà.

Per poter accogliere gli altri dobbiamo mantenere la nostra identità, pena una spersonalizzazione di massa (nostra e degli altri). E spersonalizzando si fa il gioco del moderno potere che, come ha detto Pier Polo Pasolini, vuole tutti uguali e omologati.

Oltre a queste, altre ragioni mi spingono a sostenere le nostre tradizioni; infatti, il Natale è il simbolo dei veri valori cristiani, fondati sulla solidarietà, sul perdono, sul rispetto e sulla pace.

Semmai, alla nazione italiana tradizionalmente intesa, si possono e devono aggiungere altre nazioni, con le quali poter condividere pacificamente la nostra esistenza.

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1 Nicola Abbagnano “Dizionario di Filosofia” Utet
2 Temistocle Martines “Manuale di diritto costituzionale” Giuffrè Editore
3 Parlo di questo nell’articolo intitolato “Il senso del tempo nell'Occidente Cristiano: Umberto Galimberti e Bertrand Russell a confronto”.

 

Sarà inaugurata Venerdì 27 novembre 2015 alle ore 19,00 dal Sindaco Dott. F. Landella e dall’organizzatore dell’Evento Sig. Antonio Tricarico la terza edizione di <<Adesso Sposami>>, Evento dedicato ai futuri Sposi delle province di Foggia, Bat, Potenza e Campobasso, organizzato dalla Blu Promotion di Antonio Tricarico presso l’Ente Fiera di Foggia.

Una nuova stagione per un nuovo repertorio quello del Teatro Prati, autentica bomboniera nata nel 1998 da un’idea di Fabio Gravina – tuttora direttore artistico e guida della Compagnia che interpreta il repertorio dell’intera stagione – ora rivolta non più al teatro napoletano ma ad una programmazione basata su commedie italiane brillanti e di qualità nelle quali si raccontano storie intrise di sentimenti ed ironia.

“Al solo fine di attirare più pubblico – afferma Gravina - alcuni teatri in questi ultimi anni, si sono serviti di pretesti (un nome famoso televisivo o cinematografico o addirittura un eventuale cabarettista) per confezionare degli spettacoli piuttosto mediocri che poco hanno a che spartire con il valore assoluto del teatro di prosa. La stagione che presento vuole mantenere ben saldo il principio fondamentale della prosa raccontando quattro storie (e non pretesti) nate dalla fantasia di autori che, scrivendole, hanno considerato e ritratto gli stati d'animo, le ansie, le perplessità, l'ironia, la comicità ed a volte anche gli aspetti negativi dell'essere umano, che compongono la vita che viviamo. E l'attore, che è un interprete a tutti gli effetti, deve riprodurre ad arte la vita di un altro individuo che è incastonata in una storia.”

Le commedie prescelte sono firmate da Aldo De Benedetti (Due dozzine di rose scarlatte e Lo sbaglio di essere vivo); Nino Marino (I soldi non servono a niente) e dallo stesso Gravina (Un due tre... Stella!). Appartenenti ad una società del passato e ad un’epoca contemporanea, il filo conduttore che le unisce è il rapporto di coppia nei suoi cambiamenti e continue evoluzioni, come anche lo stile interpretativo del suo mattatore che mescola al contempo ironia e riflessione, comicità e sentimento.

Il primo spettacolo, in scena fino al 6 dicembre, è Due dozzine di rose scarlatte, scritto nel 1936 da Aldo De Benedetti per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone: pièce arguta ed elegante in cui il gioco delle coppie si mostra come un imprescindibile motore narrativo ed in cui uomini e donne sono ritratti nelle loro debolezze, i vezzi ed idiosincrasie, l’opera è sicuramente uno dei classici più rappresentati in Italia. Il fascino di questa commedia, giocata da tre (più uno) personaggi straordinariamente disegnati, risiede nella sua leggerezza, nel linguaggio dinamico ed effervescente, nella trama mai superficiale, nel gioco degli equivoci, condotto con raffinata abilità. Un testo brillante e divertente, ma che nasconde quell'infelicità e quell'insoddisfazione che spesso accompagnano l'essere umano costringendolo ad una vita claustrofobica e stagnante, in attesa che, prima o poi, arrivi qualcosa di nuovo a riaccendere una scintilla di vita, magari... due dozzine di rose scarlatte.

DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE

Commedia in 3 atti di ALDO DE BENEDETTI

Personaggi e interpreti (in ordine di apparizione):

Tommaso Savelli – GIUSEPPE CANTORE

Marina Verani – ARIANNA NINCHI

Alberto Verani – FABIO GRAVINA

Rosina, cameriera – MARA LIUZZI

Regia: FABIO GRAVINA

Scene: FRANCESCO DE SUMMA

Costumi: PAOLA RIOLO

Musiche originali: MARIANO PERRELLA

Assistente alla regia: ALESSANDRO EGITO

Tecnico suono e luci: ROBERTO DI LORENZO

Sarta di scena: TERESA PERUGINI

Foto di scena: MASSIMO DIANA

TEATRO PRATI

Via degli Scipioni, 98 - 00192 Roma Italy

Tel. 06/39740503 - 366/3108327

Direttore Artistico: Fabio Gravina

http://www.teatroprati.it

Orario Spettacoli:

dal Martedì al Venerdì: ore 21.00

Sabato: ore 17.30 e 21.00

Domenica: ore 17.30 (ultimo spettacolo della stagione domenica ore 18.00)

1°Giovedì di spettacolo: anche ore 17.30

Orario Botteghino:

Lunedì: ore 10.00/13.00 - 14.00/18.00

da Martedì al Venerdì: ore 10.00/13.00 - 14.00/20.00

Sabato: ore 10.00/13.00 - 15.00/20.00

Domenica: ore 10.00/13.00 - 15.00/20.00

Si accettano prenotazioni telefoniche e online

PARCHEGGIO: il teatro è convenzionato con il Garage Scipioni (Via degli Scipioni, 141)

Aperto dal lunedì al giovedì dalle 07.30 alle 20.00 (spettacolo pomeridiano del giovedì)

Dal venerdì al sabato dalle 08.00 alle 00.00

Tariffa scontata per 3 h di posteggio euro 10,00 invece di 13,00

Promozione e segreteria organizzativa: InventaEventi

Tel: +39 06 98188901 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.       

www.inventaeventi.com

Ufficio Stampa per Inventa Eventi: Elisabetta Castiglioni

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