La lettera al Festival è letta da Remo Girone, attore amatissimo dagli italiani

Michele SerraCaro Festival, tu che hai la fortuna di non essere snob, tu che hai il privilegio di non essere shic, tu che hai il vantaggio... oh quanto vantaggioso di non essere moralista. Tu che beato te, non hai la puzza sotto il naso, e dire che hai un naso gigantesco, tu che sei la televisione, non so se mi spiego e anzi per spiegarmi meglio faccio presente la suggestiva scenografia, la festosa occasione, lo spettabile pubblico e insomma questo familiare rettangolo che incornicia il qui presente con tanto di abito di circostanza e trucco acconcio.
Non so se ti rendi conto, caro Festival, del potere smisurato che hai, il potere quello vero eh, mica le parole intellettuali dei politici, mica la micraniosa disputa su quattro soldi da spartire, il potere di entrare nella testa e nella pancia della gente, tutte le sere, tutti i giorni a tutte le ore, il potere di sciegliere se in questo preciso momento e una ora fa e tra un'ora e ieri e domani il popolo dovrà mangiare merda oppure cioccolata.
Nessun pregiodizio contro la merda per carità, la merda è natura, concima, stimola, parla di noi solo che non conosco nessuno, ma proprio nessuno che dovendo sciegliere non preferisca la cioccolata: A sentire quel che si dice in giro la cioccolata è solo roba per gli eletti, intellettuali, gli snob, la cioccolata è di nicchia è per pochi è troppo raffinata per il popolo, ma guarda che non è mica vero caro festival. dovendo e potendo sciegliere lo snob è il burino, lo shich è la smandrappata il patrizio è il plebeo, allungano tutti spontaneamente la mano verso la cioccolata.
Sarà una forma di conformismo, sarà mancanza di fantasia sarà la società di massa, sarà la globalizzazione o sarà più banalmente che è più buona la cioccolata.
E dunque caro festival tu che sei bene introdotto, tu che frequenti i capi, potresti dire per cortesia a quei signori quelli che fanno i palinsesti, quelli che decidono i programmi quelli che dentro questo rettangolo ci mettono la faccia e in qualche caso anche il sedere, potresti dire a lor signori che il popolo ha gusti banali, tendenze elementari e dunque poveretto preferisce la cioccolata.
E potresti spiegargli bene a quei signori che tutta la merda che la televisione riversa nelle case della gente semplice non solo non è popolare, ma avvelena il popolo. Potresti dire ai capoccioni della TV che i veri snob, i veri radical shich i veri odiatori del popolo sono i venditori di merda?
Sono quelli che parlano solo di share e audiencie, mai di bellezza, di giustizia, di ragione e, scusa la parolaccia che pronuncio a bassa voce, non senza essermi cautelato con i miei avvocati, di cultura, Cul-tu-ra.
Magari è tutta gente che legge Kafca e ascolta Maler, poi per pura stravaganza, per sfizio intellettuale, per il vizio assurdo di andare controcorrente la cioccolata la tiene per se e al povero popolo rifila... tonellate di di merda. Si
Mettici una buona parola, Festival tu che puoi, fagli capire che la democrazia vera è... cioccolata per tutti e scusami se ho detto sette volte la parola merda, ho un alibi.
Sono in televisione.

Michele Serra