L'Italia sta uscendo da un periodo molto difficoltoso, dovuto alle cause della crisi economica e alle enormi necessità di serrare il portafogli e di azzerare qualsiasi fonte di spesa inutile o accessoria. E non è un caso che, anche per questi motivi, siano stati parecchi gli italiani a cercare una soluzione per investire i propri risparmi potendo contare su un ritorno economico, se non certo, almeno molto probabile.

bail in
Stiamo subendo l’ennesimo raggiro perpetrato dal sempre più depravato mondo finanziario. Come al solito, al fine di renderlo accetto al volgo, viene presentato in lingua inglese. Questo espediente è di strategica importanza quando ci si rivolge a un coacervo androide alieno ormai al concetto di idioma e quindi di identità e di sovranità nazionale. Il riferimento è al cosiddetto “bail in”: vale a dire a quel flagrante imbroglio grazie al quale, con decorrenza dal 1 gennaio 2016, gli istituti bancari in difficoltà economica potranno riequilibrare i rispettivi bilanci attraverso prelievi coatti consumati a danno dei loro clienti.

bancomat Assume toni sempre più preoccupanti la guerra dichiarata dagli ambienti finanziari all’uso del denaro contante. Ciò ricorre dal momento che, proponendo la subdola esca della moneta elettronica, le banche da una parte introitino lauti profitti e dall’altra dispongano di un formidabile strumento finalizzato al dettagliato controllo della vita privata delle persone.

art
A partire dagli anni '70 il processo di globalizzazione economica ha progressivamente abbattuto le barriere geografiche, trasformando gli affari finanziari internazionali in pura routine. Questo fenomeno ha rivoluzionato gradualmente il mercato valutario, in gergo denominato forex, non solo per quanto riguarda il volume degli scambi a livello globale, ma anche nella sua struttura, funzionalità e infine nella metodologia delle operazioni.

stratUPL’italia è sempre più un Paese a misura di start up: a dirlo è il rapporto di Unioncamera, secondo il quale le startup innovative nel “Belpaese” avrebbero raggiunto quota 4.510. Un vero e proprio boom: i giovani italiani aprono in media circa 300 imprese al giorno. Numeri considerevoli, basti pensare che le imprese giovanili nel secondo trimestre dell’anno hanno registrato un aumento di ventimila unità e fra aprile e giugno.

La crisi finanziaria che affligge sempre più pesantemente la società cosiddetta occidentale, testimonia l’inconfutabile inadeguatezza del sistema economico e finanziario che la regola. Non si tratta pertanto di un accadimento congiunturale: si tratta invece dell’ineluttabile epilogo di un processo dimostratosi capace di condizionare radicalmente le dinamiche della finanza e di modificare, se non di sovvertire, conseguentemente, le stesse radici della ingannevole cultura occidentale.

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