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Last updateGio, 16 Feb 2017 12pm

Surroga mutui: perché le banche aprono le porte ai surrogatori seriali


mutuoQuando si parla di surroga del mutuo si fa riferimento ad un tipo di operazione che consente al debitore cambiare banca a titolo gratuito (per questo si chiama anche portabilità del mutuo).

Negli ultimi anni c’è stata una crescita considerevole della richiesta di surroga mutui, soprattutto da quando la legge Bersani bis nel 2007 ha escluso l’applicazione di penali.

A partire dal 2007, si può compiere la surroga del mutuo, ossia la sua portabilità presso una nuova banca a costo zero. Cambiare banca può essere vantaggioso per modificare i parametri del mutuo, e cioè la durata, il tasso di interesse, il tipo di rateizzazione, senza che l’importo del debito residuo subisca variazioni. Limite della surroga del mutuo infatti è proprio che non può essere prevista nel nuovo contratto liquidità aggiuntiva rispetto al debito residuo.

Per effettuare questa operazione è necessario che il richiedente riferisca la sua intenzione per iscritto alla banca che inizialmente ha erogato il prestito, che non può esimersi dal permettere il trasferimento, ed entro trenta giorni deve concedere il nulla osta.

Al contrario la nuova banca subentrante nel rapporto è ovviamente libera di fare le sue valutazioni di convenienza e, in relazione all’identikit del cliente e alla percentuale di rischio, decidere di accettare o rifiutare la surroga.

Quali sono i criteri adottati e come si sono evoluti nel tempo?

Quante volte si può richiedere la surroga mutui?

Fino a qualche tempo fa gli istituti bancari non accettavano clienti ritenuti surrogatori seriali, ossia mutuatari che avevano già spostato il vecchio mutuo in una nuova banca per ottenere condizioni migliori sui tassi e sulla durata. Questo tipo di clienti era considerato dalle banche poco affidabile.

Bisogna tener conto del fatto che, quando la banca eroga un mutuo, inizialmente sostiene una serie di costi fissi tra 1.500 e 2.000 euro che è in grado di ammortizzare solo se il debitore rimane tale per almeno tre o quattro anni. Le banche però di recente sembrano essere orientate a riaprire le porte ai surrogatori seriali. Qual è la spiegazione?

Prima di tutto la concorrenza: è preferibile acquisire nuovi clienti alla ricerca di condizioni più vantaggiose rispetto a quelle ottenute con la richiesta del primo mutuo. Il secondo motivo di questo cambio di tendenza delle banche dipende dall’andamento dei tassi di interesse: questi sono ormai ai minimi storici quindi è improbabile che scendano ancora. In altre parole, dal punto di vista della banca, questo significa che nel breve periodo non dovrebbero esserci motivi per il cliente di effettuare una nuova surroga ed abbandonare l’istituto bancario. Non a caso nell’ultimo anno l’80% delle surroghe è stato verso mutui con tasso fisso per via dei valori particolarmente bassi di quest’ultimo. 


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