L'attivista palestinese per i diritti umani, Nashaat al-Wahidi, ha rivelato ieri che durante l'aggressione militare contro la Striscia di Gaza, nel dicembre del 2008, le forze di occupazione israeliane hanno deliberatamente ucciso dei palestinesi dopo averli sequestrati e che ne hanno sepolti altri mentre erano ancora vivi. Nel suo report, Wahidi ha affermato che i soldati israeliani hanno ucciso molti civili palestinesi imprigionati nelle aree della Striscia invase durante la guerra. E ha aggiunto che durante l'invasione del quartiere di az-Zaytun, a est di Gaza, nello stesso mese, le truppe israeliane hanno sotterrato diversi civili feriti, ma vivi. E' quanto è accaduto a Ihab Malaka, Walid Azzam e ad altri. Tali crimini sono stati commessi contro civili feriti che si trovavano nell'edificio "Dawla". L'attivista ha anche rivelato che durante la guerra molti cittadini palestinesi sono scomparsi senza lasciare traccia. Tutto ciò rende necessaria, ha sottolineato, l'apertura di inchieste sugli "scomparsi" e la denuncia dell'esistenza di prigioni segrete.

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