Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Bari ha scoperto su cellule staminali umane isolate da reni la presenza di un recettore, chiamato TLR2, che potrebbe funzionare da

antenna o sensore di danno, facendo percepire alle cellule staminali stesse la presenza di un danno nei tessuti circostanti e quindi anche nel rene ed attivando quindi processi riparatori. La scoperta, appena pubblicata dall'autorevole rivista americana Faseb Journal e coordinata da Fabio Sallustio, e' stata fatta presso il laboratorio di Nefrologia del Policlinico di Bari. I ricercatori hanno dimostrato, tra l'altro, che lo stimolo di questo recettore attiva le cellule staminali residenti nel rene e le induce a proliferare e a secernere una serie di fattori che potrebbero direttamente concorrere al riparo del danno renale o, a loro volta, indurre altri tipi di cellule ad intervenire nei processi di rigenerazione. I ricercatori sono riusciti a far differenziare le cellule staminali in cellule renali in tempi molto piu' brevi del normale, proprio inducendo la stimolazione del recettore TLR2.