Secondo i dati dell’Istituto superiore della sanità, il numero di vaccini effettuati in Italia alla data del 20 novembre è di 333.366. Un numero consistente,

visto soprattutto lo scetticismo, i medici che consigliano di non effettuarlo, e le recenti notizie dei casi di mutazione del virus. Ma intanto, al fianco di queste inoculazioni, cresce sempre più il numero di persone che hanno lamentato reazioni preoccupanti a seguito del vaccino. E così ad oggi sono 374 le persone che si sono lamentate, anche se nella maggior parte dei casi, l’84%, secondo i medici che li hanno visitati si è trattato di sintomi non gravi. Circa il 10% ancora non è valutabile, e dunque solo il 6%, circa 22 persone, si possono annoverare tra le reazioni gravi. A dir la verità sono state le stesse aziende farmaceutiche ad anticipare che qualche effetto collaterale poteva capitare, ed anzi, visto il gran numero di vaccini effettuati, si rimane sempre con un bassissimo tasso di reazione, circa lo 0,11%. Il problema è che, se qualcuno dovesse subire danni permanenti, l’industria farmaceutica non avrebbe alcuna responsabilità perché, dando il proprio consenso informato prima dell’inoculazione del vaccino, le si evita ogni causa legale.

 

 

 

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