suicidate Attilio Manca
Torino, martedì 15 novembre 2016 ore 18.30, presso Binaria Centro Commensale del 
Gruppo Abele (via Sestriere 34), sarà presentato il libro "Suicidate Attilio Manca" (edito da Imprimatur) scritto da Lorenzo Baldo, giornalista, scrittore e vicedirettore di Antimafia Duemila. Insieme all'autore interverranno don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Salvatore Borsellino, fondatore del movimento Agende Rosse e fratello di Paolo Borsellino, Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia Duemila, e Angela Manca, madre di Attilio (in collegamento Skype). Modera l'evento Francesca Rispoli, referente di Libera.


E' il 12 febbraio 2004 quando a Viterbo viene ritrovato il cadavere di Attilio Manca. Il corpo del giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), che operava all'ospedale di Viterbo, è riverso trasversalmente sul piumone del letto. Il volto di Attilio è stravolto: il setto nasale appare deviato, mentre sui suoi arti sono visibili macchie ematiche. A causarne la morte, come accertato dall’autopsia, l’effetto combinato di tre sostanze: alcolici, eroina e Diazepam, il principio attivo contenuto nel sedativo Tranquirit. Sul suo braccio sinistro i segni di due iniezioni. Secondo la Procura di Viterbo si è trattato di un suicidio, ma Attilio Manca è un mancino puro e non ha alcun motivo per suicidarsi. E soprattutto dietro alla sua morte si intravede l'ombra di Cosa nostra e della latitanza di Bernardo Provenzano, che l'urologo avrebbe visitato a Marsiglia prima o dopo l’operazione alla prostata alla quale il boss corleonese si era sottoposto.
“Non si può non restare sbalorditi di fronte alla meticolosa ricostruzione che ne fa Lorenzo Baldo. L’autore riporta e analizza una grande quantità di documenti, perizie, testimonianze, sentenze. Ma non si limita a questo. In un sapiente dosaggio di empatia e di documentazione, servendosi delle parole dei famigliari, degli amici, dei colleghi di lavoro, ci restituisce il ritratto della persona, ci fa comprendere il carattere di Attilio, il suo spessore umano”.

don Luigi Ciotti, tratto dalla prefazione al libro “Suicidate Attilio Manca”

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