04272017Gio
Last updateMar, 25 Apr 2017 7pm

Pillole Giuridiche

Decide di diseredare il figlio perché ha sposato una ragazza di colore: il Tribunale considera valida la formula utilizzata nel testamento!


Diseredare qualcuno nel proprio testamento è un forte gesto simbolico che implica, per chi lo subisce, un certo discredito sociale. Lo si può fare per punire un futuro erede a causa, per esempio, del suo cattivo comportamento nei propri confronti o verso altri parenti. Con la diseredazione, infatti, si impedisce per sempre a un futuro erede legittimo – tale, cioè, per legge – di acquistare il patrimonio del defunto.

Vi sono casi in cui la legge esclude dalla successione l’erede perché lo ritiene indegno di essere tale. Sono circostanze molto gravi che consistono

– nella commissione di particolari reati contro la persona della cui successione si tratta, dei suoi parenti o del coniuge,

– nella perdita definitiva della potestà sui figli,

– nella fabbricazione di un testamento falso,

– in raggiri e atti violenti finalizzati a indurre, cambiare, revocare o impedire il testamento altrui .

In tutti questi casi l’erede perde i beni ereditari acquistati non appena il Tribunale accerta (con sentenza) la specifica causa di indegnità.

Ma che fare quando un possibile erede si comporta ugualmente in maniera spregevole e tuttavia non ricorrono le cause legali di indegnità?

In questo caso si può punire chi diventerebbe erede per legge, scrivendo in un testamento di volerlo escludere dalla propria successione. In tal modo, costui non erediterà nulla e i beni del defunto andranno a tutti gli altri eredi. È questa la diseredazione in senso stretto.

Tuttavia alcuni eredi legittimi non possono essere diseredati. I genitori, i nonni, i figli, i nipoti (figli dei figli) e il coniuge godono di una speciale immunità poiché la legge garantisce loro in ogni caso una quota dell’eredità del defunto. Anche se venissero diseredati, infatti, essi potrebbero impugnare il testamento e ottenere, attraverso un giudizio in Tribunale, la restituzione di quanto loro dovuto.

Ma è valido diseredare un figlio solo perché ha deciso di sposare una ragazza di colore? Questo è , per l’appunto, il caso sottoposto al vaglio dei giudici del Tribunale di Foggia, ai quali ha fatto ricorso un giovane foggiano che ha inteso impugnare il testamento del padre nella parte in cui lo escludeva dalla successione in quanto aveva sposato, senza il consenso del genitore, una giovane ragazza sudamericana di colore.

Ed il Tribunale dauno, con una sua recente pronuncia giurisprudenziale, ha respinto l’istanza di annullamento della disposizione testamentaria , considerando valido a tutti gli effetti di legge l’atto di diseredazione del figlio .

Per i magistrati foggiani, la volonta del “de cuius” ben può essere inserita nel testamento senza uso di particolari formule e senza indicarne le motivazioni. Si potrà validamente, scrivere ad esempio, “Escludo dalla mia successione mio figlio Tizio” !Scritta in questo modo la diseredazione è stata giudicata valida anche dalla Corte di Cassazione, anche se il testamento non contiene, al contempo, alcuna nomina di eredi o attribuzione di legati. Il testamento infatti può ben affiancare la legge nel regolare la successione e costituisce massima espressione della libertà dell’individuo, che quindi può ben decidere di non lasciare nulla a qualcuno dei suoi possibili eredi.

Ma la nostra legge consente che pure un figlio possa essere diseredato dal padre attraverso un testamento? In realtà no – evidenzia l’avv. Eugenio Gargiulo - perché il figlio è tutelato dal nostro ordinamento in quanto legittimario. Egli, cioè, ha diritto sempre e comunque ad una quota di legittima che, laddove non gli sia stata attribuita, potrà essere recuperata da lui attraverso un’apposita azione giudiziaria, che prende nome di azione di riduzione.

In sintesi, non è possibile escludere completamente dalla propria successione un figlio- conclude Gargiulo - Al limite, si può pensare di attribuirgli soltanto quanto a lui spetta a titolo di legittima, lasciando il resto del patrimonio (c.d. parte disponibile) ad altri beneficiari!

Foggia, 29 marzo 2017

avv. Eugenio Gargiulo


poesie report on line