Se un concorso pubblico è stato “falsato” nel suo esito finale ,il candidato escluso ingiustamente dalla graduatoria deve essere risarcito!

Nel caso in cui un pubblico concorso venga illecitamente "truccato" allo scopo di favorire alcuni candidati (nella specie, attraverso la falsificazione di alcuni elaborati scritti), il candidato ritenuto non idoneo ed escluso dalla graduatoria finale , ha diritto al risarcimento del danno -patrimoniale e morale - subito per effetto dell'esclusione, laddove dimostri in giudizio che, in assenza di quelle "falsità" nelle valutazioni , la sua prova ed i suoi elaborati scritti erano da ritenersi sufficientemente idonei al fine del superamento della "prova concorsuale" indetta.

Lo ha deciso il Tribunale di Roma in una recente sentenza, con la quale ha inteso accogliere la domanda di risarcimento del danno civile extra-contrattuale avanzata da un candidato ad un concorso (in tema di impiego pubblico privatizzato) ,sostenuto presso un'azienda strettamente collegata al Comune di Roma , ed escluso a seguito di una "falsata" valutazione dei propri elaborati, a fronte di una "sovradimensionata" considerazione, da parte della commissione "esterna" di esame, delle prove scritte di quei candidati "segnalati" per la "graduatoria finale".

Il Tribunale "capitolino" nella sua "pronuncia" ha , altresì, riconosciuto al candidato/ricorrente escluso ingiustamente, e che aveva deciso di rivolgersi alla magistratura ordinaria dopo aver esperito inutilmente ogni forma di "ricorso gerarchico", l'ulteriore diritto al risarcimento del danno, derivantegli dalla lesione alla sua reputazione sofferta, poiché la commissione di concorso, nella scarsa valutazione finale attribuitagli , ne aveva "mortificato" l'immagine agli occhi del pubblico.

Per il Tribunale di Roma tale falsificazione è individuabile nel fatto che la commissione di concorso esterna ( a cui l'azienda municipalizzata aveva affidato in "appalto" il compito di valutare le singole prove dei candidati iscritti al concorso) abbia offerto al pubblico un messaggio per il quale l'età ed il profilo psicologico del candidato risultano essere d'ostacolo all'idoneità ed adeguatezza dello stesso alla "posizione lavorativa da ricoprire" ,individuata nel bando di concorso.

L'azienda municipalizzata si era difesa in giudizio sostenendo la tesi della inammissibilità della domanda avanzata dal candidato/ricorrente per eccessiva genericità della stessa ma , soprattutto , in quanto la presenza di una pluralità di candidati, iscritti e presenti nella graduatoria finale, escludeva, a dire della "municipalizzata", la sussistenza del necessario requisito della probabilità sull'esito positivo della selezione ,se diversamente svolta, così come richiesto pacificamente dalla giurisprudenza prevalente in materia di risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi "pretensivi" (vedasi ad es. T.A.R. Liguria Genova, sez. II, 14 febbraio 2008 , n. 249), quale è quello del candidato che partecipa ad una selezione pubblica concorsuale.

Ma il Tribunale di Roma non ha inteso aderire a tale orientamento giuridico, prospettato dall'azienda e , dopo aver attentamente "vagliato" l'intero "iter procedurale" relativo al concorso , ne ha affermato, in sentenza , la "natura" giuridica di "selezione pubblica", articolata nella comparazione dei "curricula" dei candidati, nella effettuazione di alcune prove scritte e successivi colloqui, e nella valutazione collegiale dei relativi esiti con formulazione di giudizi conclusivi.

Il Magistrato romano ha ,quindi, concluso evidenziando che , poiché il candidato/ricorrente escluso ha provato in giudizio la "scorretta e falsata" valutazione delle prove dei singoli partecipanti al concorso, nel caso di specie, si è in presenza di un atto amministrativo illegittimo della P.A. che, essendo stato posto in essere con dolo o colpa , ha causato un danno ingiusto - diretta conseguenza del provvedimento di pubblicazione della graduatoria- nei confronti del candidato escluso, il quale ha,quindi, diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e morali sofferti, anche se titolare non di un diritto soggettivo, ma di un "semplice" interesse legittimo giuridicamente rilevante. ( in tal senso vedasi Cass. Civ. , Sezioni Unite, 500/99).

La sentenza del Tribunale di Roma è importante in quanto si pone "nella scia" di altri più autorevoli precedenti giurisprudenziali che hanno affermato il riconoscimento della risarcibilità delle aspettative di fatto e di diritto (interesse legittimo "pretensivo") del cittadino ricorrente . In casi analoghi ,quindi, il magistrato dovrà sempre valutare, con un giudizio "prognostico", al fine di comprendere se l'affidamento del privato sia stato tale da configurare una "mera aspettativa" (priva di rilievo e, come tale, non risarcibile) o un "interesse giuridicamente rilevante e meritevole di tutela" (e, pertanto, pienamente risarcibile).

Chissà se la pronuncia giuridica in oggetto porrà un"freno" - ha commentato il noto legale foggiano, avv. Eugenio Gargiulo - a quei concorsi/selezioni pubbliche nei quali alcuni candidati vengono esclusi perché "sovradimensionati" rispetto all'incarico da ricoprire, o a causa di un "profilo psicologico" inadeguato rispetto al "posto messo a concorso". Il sottoscritto - ha aggiunto l'avv. Eugenio Gargiulo - fu proprio il protagonista di una situazione analoga , allorquando venne escluso, una dozzina di anni fa, da un concorso dell'AMICA di Foggia per un posto di Capo Sezione del Personale, e posto fuori graduatoria finale con la dicitura di "sovradimensionato rispetto all'incarico da ricoprire". Se avessi potuto "beneficiare" di una sentenza come questa emessa dal Tribunale di Roma- ha concluso sempre l'avv. Eugenio Gargiulo - sarei certamente stato risarcito in denaro per il danno e la beffa sofferti in quell'occasione!!!

Foggia, 14 marzo 2017
avv. Eugenio Gargiulo

 


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