Politica

La politica. Secondo un vecchio proverbio è l'arte del possibile. A significare che il potere che attiene a chi la esercita consente qualsiasi soluzione. Secondo Giovanni Sartori, personaggio fra i principali autori nel campo della Teoria della Democrazia, la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane. Ed è così che a noi piace considerarla

Anche in occasione della riunione del G5, tenutasi ad Hannover, il Presidente americano Barack Hussein Obama ha ribadito la necessità di non erigere barriere finalizzate al contenimento dei flussi migratori. Stando alle sue affermazioni, “i muri non servono” per frenare l’immigrazione.

Incalza ormai con ritmo quotidiano la marea di fandonie con la quale il figurante Matteo Renzi ammalia l’italico coacervo. Nel suo delirio di onnipotenza, costui reitera il consunto ritornello secondo il quale in Italia le tasse sarebbero diminuite, l’occupazione salirebbe, l’obolo degli 80 euro avrebbe incrementato i consumi delle famiglie, la riforma costituzionale ridurrebbe le spese per il Parlamento e la legge elettorale assicurerebbe la governabilità del Paese.

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Ormai è risaputo: lui, Bersani, è contrario a tutto; anzi, non è contrario proprio a tutto: più semplicemente, è fermamente contrario alla adozione di qualsiasi iniziativa suscettibile di tornare in qualche modo utile alla gente comune. Lui si è assunto questo onere, per cui ostacola in qualsiasi modo le istanze di quelle stesse persone alle cui spalle ha costruito la sua fortuna di politicante e che non lesina di seguitare a sfruttare pur di riuscire ad accattivarsi le simpatie degli ambienti bancari e finanziari (1).

Per il suo 79° anniversario, che cade oggi 29 settembre, Berlusconi ha regalato all’Italia una destra allo sfascio, che non sa dove andare, mentre lo stesso Berlusconi indica, penosamente, la via di Arcore, come ultimo rifugio di ciò che resta della destra italiana, fotocopia delle destre europee e mondiali, farcite di scandali, corruzioni, turbative di aste pubbliche; una destra che ha perso i connotati della grande tradizione liberale, con il suo grande patrimonio di valori e di statisti capaci di interpretarli.

Votare FeliceCasson, ed eleggerlo sindaco di Venezia, è la sola possibilità concreta di ridimensionare l’arroganza di Matteo Salvini e i suoi folli propositi e alleanze con la Le Pen, Casapount, quel che rimane del berlusconismo, FdI con la Meloni e La Russa e la Destra di Storace e i folli progetti di uscita dall’Euro e dalla UE. nonché l’uso delle ruspe contro i campi nomadi.

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