Politica

La politica. Secondo un vecchio proverbio è l'arte del possibile. A significare che il potere che attiene a chi la esercita consente qualsiasi soluzione. Secondo Giovanni Sartori, personaggio fra i principali autori nel campo della Teoria della Democrazia, la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane. Ed è così che a noi piace considerarla

stefania giannini
Capiscono di scuola, quelli che la riformano? Sanno che una delle principali cause del suo scadimento è proprio il modello aziendalista che tanto li riscalda? Una bella pensata "di sinistra" che da sedici anni scarica dentro il sistema una massa di "attività" extra che sono spesso purissimo fumo, pagato con un pauroso sperpero di tempo.

Abbiamo ormai imparato a conoscerlo bene: l’attuale PD o Partito Democratico non è altro in effetti che un calderone di ribollenti interessi soggettivi, il quale, gravitando da anni nel fatuo vortice degli acronimi, riesce soltanto a confondere ulteriormente le idee ai suoi elettori.

consumo critico

In questo periodo di crisi economica quante volte ci siamo chiesti se non sia necessario superare il capitalismo come sistema economico per arrivare ad un altro tipo di organizzazione sociale? Spesso (e non solo di questi tempi) si sono sentite voci di questo genere che, tuttavia, non sono mai riuscite a proporre un vero sistema organizzativo da contrapporre a quello esistente. 

Il pifferaio Report On Line
La messa al bando delle ideologie, e la conseguente messa al bando della capacità di generare e di elaborare le idee, ha reso artificiosa la distinzione tra i diversi partiti politici. Così che gli stessi, i quali dovrebbero costituire la diretta promanazione delle ideologie, siano scaduti in autentiche cricche clientelari vocate all’esclusivo perseguimento dei rispettivi tornaconti economici. In un così abbrutito contesto socioculturale, la sedicente sinistra, proterviamente espressa dal PD, non ha nulla da condividere con quelli che furono gli ideali del socialismo e, ancor più, del marxismo.

Alla fine  tutto si è compiuto : nessuno delle Istituzioni , tra Governo e Consiglio Nazionale Forense, è intervenuto  e  gli appelli disperati lanciati in questi ultimi mesi sono caduti nel vuoto: agli inizi del mese di marzo, infatti, è inesorabilmente scaduto il termine perentorio di 3 mesi ( a partire dai primi di dicembre) entro il quale oltre 50.000 avvocati ( per lo più giovani) , non ancora iscritti alla Cassa Forense , avevano l’obbligo di scegliere tra pagare nel corso dell’anno 2015 circa 2000 euro ( quale corrispettivo delle quote dell’anno 2014 e 2015 della Cassa) oppure presentare domanda di cancellazione immediata dall’albo di appartenenza.

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