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Last updateMar, 21 Feb 2017 1pm

Politica

La politica. Secondo un vecchio proverbio è l'arte del possibile. A significare che il potere che attiene a chi la esercita consente qualsiasi soluzione. Secondo Giovanni Sartori, personaggio fra i principali autori nel campo della Teoria della Democrazia, la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane. Ed è così che a noi piace considerarla


Uno straccio di governo

straccio di governo

E’ quello auspicato a Bari da Berlusconi: “Sono trascorsi 47 giorni dalle elezioni e ancora non abbiamo uno straccio di governo”;  auspica quindi un governissimo PD-PdL, previo accordo per la scelta del presidente della Repubblica, mentre, dietro le quinte si adopera per far nominare il fedelissimo Letta a Segretario Generale del Quirinale.

Uno schiaffo a Sarkozy dalle elezioni regionali

Il primo turno delle elezioni regionali in Francia ha lasciato il presidente Sarkozy, solitamente così loquace, ammutolito. Nell’entourage presidenziale, gli unici commenti riguardano l’astensionismo, altissimo. Si mormora della necessità di una riforma elettorale. Punto. Nessuno parla, ed esempio, della fallimentare strategia sarkozysta di presentare liste uniche già dal primo turno. O del fatto che degli otto ministri in corsa per la poltrona di presidente di Regione, nessuno sembra in grado di vincere al secondo turno. La destra che due anni fa appariva inarrestabille e che il leader antiberlusconiano Gianfranco Fini aveva scelto come riferimento «democratico e moderno», è franata sotto i colpi della crisi e della sue scelte propagandistiche ma in fondo fallimentari. Un’indicazione che vale anche per l’Italia.

Unità della sinistra? Si, ma...

In queste elezioni hanno perso in molti. Ha perso il progetto plebiscitario del PdL e di Berlusconi; ha perso il progetto del PD di partito alternativo al centro-destra; ha perso il tentativo di bipartitismo (almeno finora, ma bisognerà attendere l'esito del referendum).

Università: ecco la Gelmini's list

buoni_e_cattiviLa maestra di vecchio-stampo Mariastella Gelmini ha stilato la sua classifica degli atenei dividendoli così in buoni e cattivi e facendo emergere ciò che volevasi dimostrare: le scuole virtuose si trovano al Nord, quelle inadempienti al Sud

Unione Europea, il 2009 anno della svolta?

Poteva essere un altro annus horribilis per l’Unione Europea, come lo erano stati i precedenti, con l’inizio della recessione, il referendum negativo dell’Irlanda sul Trattato di Lisbona, e, peggio, il tramonto del Trattato costituzionale. E invece il destino ha voluto che nel 2009 gli irlandesi ci ripensassero, i cechi e i polacchi si adeguassero e, dopo un intervallo di nove anni dall’ultimo Trattato di Nizza, nuove istituzioni e regole entrassero in vigore per completare il tragitto di riforme dell’Unione iniziato ben 25 anni fa con l’Atto Unico europeo. Diciamo “completare” non tanto perché il nuovo Trattato contenga il meglio di quanto immaginato ai tempi della Convenzione europea, quanto perché Lisbona rappresenterà probabilmente l’ultimo sforzo di riforma delle istituzioni per almeno una generazione.

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