Alla fine  tutto si è compiuto : nessuno delle Istituzioni , tra Governo e Consiglio Nazionale Forense, è intervenuto  e  gli appelli disperati lanciati in questi ultimi mesi sono caduti nel vuoto: agli inizi del mese di marzo, infatti, è inesorabilmente scaduto il termine perentorio di 3 mesi ( a partire dai primi di dicembre) entro il quale oltre 50.000 avvocati ( per lo più giovani) , non ancora iscritti alla Cassa Forense , avevano l’obbligo di scegliere tra pagare nel corso dell’anno 2015 circa 2000 euro ( quale corrispettivo delle quote dell’anno 2014 e 2015 della Cassa) oppure presentare domanda di cancellazione immediata dall’albo di appartenenza.

I primi dati statistici fotografano quanto già era stato ampiamente preventivato : oltre trentamila avvocati ( la maggior parte di età non superiore a i 50 anni) sono stati , gioco forza, costretti a presentare domanda di cancellazione dal rispettivo albo di appartenenza per l’impossibilità di far fronte , a causa della grave crisi economica che attanaglia anche il settore delle professioni legali,  alle richieste economiche della Cassa Forense per l’anno 2015.

La cd. legge “taglia avvocati” 247/12 ed il suo regolamento di attuazione, varato in tutta fretta nel periodo di Ferragosto 2014 dall’attuale Governo, ha raggiunto lo scopo originario per il quale era stata “partorita”: compiere una vera e propria “mattanza” di avvocati, non tenendo conto della meritocrazia , bensì solo del “crudo” aspetto economico.   In sintesi, si è potuto salvare solo chi era in grado di poter pagare gli esosi contributi richiesti già  per il 2015 dalla Cassa Forense!!!

A nulla è servito il tentativo di “far ragionare” le istituzioni sull’illegittimità costituzionale di tale legge e del suo regolamento di attuazione , facendo presente che era ingiusto e incostituzionale punire chi era stato incapace di produrre reddito a causa della crisi economica.  Non si può, cioè, pretendere tasse e contributi da chi non ha percepito reddito: la capacità di ogni contribuente deve essere informata ai criteri di proporzionalità e progressività delle tasse.

La conseguenza di questa “mattanza” invernale è che , a partire dai primi di marzo, oltre 30.000 avvocati , e va evidenziato soprattutto quelli più giovani, sono stati “convertiti” coattivamente in ulteriori “disoccupati di lusso” che dovranno, gioco forza, trovare un nuovo modo per “sbarcare il lunario”, magari costretti a lavorare in nero  evitando di perdere il proprio bagaglio di professionalità acquisito in questi duri e difficili anni di avvocatura.

E’ un dramma doloroso che si è perpetrato nell’indifferenza generale , nonostante la strenua resistenza esercitata da alcuni fieri esponenti dell’avvocatura giovanile come l’avv. Eugenio Gargiulo, 44 anni, di Foggia che, fino all’ultimo, ha provato inutilmente a smuovere le coscienze di chi poteva decidere sulla questione ed ha reso pubblica la triste vicenda all’opinione pubblica nazionale.

“E’ meritevole del massimo rispetto – precisa l’avv. Eugenio Gargiulo – la triste vicenda che ci ha colpito e di colpo ha spazzato via i sogni e le giuste ambizioni di tanti giovani avvocati che hanno compiuto tanti sacrifici economici e personali per poter iscriversi all’albo , dopo aver superato un duro esame di abilitazione, e che ora sono stati costretti a cancellarsi per mancanza di un budget economico sufficiente a far fronte ai contributi richiesti dalla Cassa”

“ Fa , quindi, molto male – sottolinea l’avv. Eugenio Gargiulo – dover leggere affermazioni “buoniste” come quelle contenute nel recente comunicato stampa , emesso , dal Consiglio dell’Ordine Forense di Foggia( a firma del  Presidente dell’Ordine - Avv. Stefano Pio Foglia –e del   Delegato Cassa -Avv. Giulio Pìgnatiello-) ove si legge testualmente :  “Ai neo iscritti è stato richiesto il pagamento, in misura ridotta dei contributi previdenziali per due anni, il 2014 e il 2015, e non un contributo indistinto di € 2.000,00 per il solo anno 2015.  Per ciascun anno, infatti, il contributo minimo da versare a Cassa Forense, nei primi sei anni d’iscrizione, è di circa 800 euro.”

“Sono dichiarazioni che si contraddicono da sole – conclude l’avv. Eugenio Gargiulo- . Infatti , entro ottobre 2015  , coloro che non si sono cancellati dall’albo avranno da pagare quasi 900 euro (e non 800 !!!) per l’anno 2014 + ulteriori quasi 900 euro per l’anno 2015.  A queste somme andrà poi aggiunta la quota annuale avvocati di quasi 200 euro . Ergo 900+900+ 200= 2000 euro!!!”

Di questi tempi 2000 euro da versarsi ( oltre alla rata assicurativa per la responsabilità professionale+ le spese per il processo telematico)   in un anno sono tutt’altro che alla portata di tutti : difatti,  i trentamila avvocati costretti a cancellarsi dagli albi entro marzo 2015 , sono la prova provata  che il dramma causato dalla legge “taglia avvocati” è tutt’altro che da ridimensionare e minimizzare, come ha tentato invano di fare il Consiglio dell’Ordine di Foggia con il suo recente comunicato stampa!!!

Foggia, 4 marzo 2015                                               
avv. Eugenio Gargiulo