Politica

La politica. Secondo un vecchio proverbio è l'arte del possibile. A significare che il potere che attiene a chi la esercita consente qualsiasi soluzione. Secondo Giovanni Sartori, personaggio fra i principali autori nel campo della Teoria della Democrazia, la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane. Ed è così che a noi piace considerarla

Nella sua quasi totalità, la classe politica italiana ha definitivamente smarrito il senso della decenza. Deliberatamente, essa genera confusione fra la gente, come ha fatto di recente affermando che anche gli italiani siano stati migranti; anzi, per meglio specificare, emigranti. Costoro, in flagrante ipocrisia, si premurano di non precisare che quelle dinamiche migratorie appartenevano a contesti geopolitici profondamente diversi da quelli attuali e che si rivolgevano verso ampi spazi geografici. Non solo: ma quando gli emigranti italiani approdavano in America o in Australia, tanto per rimanere a due soli esempi, venivano trattenuti in quarantena, e qualora non fossero risultati in regola con le premesse necessarie per l'ingresso in quegli Stati, ma anche qualora avessero presentato problemi di salute, venivano immediatamente rimpatriati.

Sembra che qualche segnale cominci ad apprezzarsi: aumenta in maniera sempre più consistente l'insofferenza della gente nei confronti della situazione determinata dai migranti, la quale è divenuta ormai ingestibile. Il guaio è che siamo sgovernati da una nominata compagine di incapaci poltronisti intenzionati a surrogare i voti, e in particolare quelli attinti nella pseudosinistra, con quelli degli immigrati che beneficeranno del riconoscimento dello ius soli.

Sembra che sia proprio vero: il “volgo disperso che nome non ha” di manzoniana memoria vive in una dimensione atemporale. Come tale, gli risulta ardua la compiuta interpretazione del passato e del presente, così come non sa prospettarsi il futuro.

Zaccheo (PSI): “Non sono gli immigrati il pericolo. Avviare subito nuova stagione di legalità e trasparenza”. A memoria d’uomo non ricordo un periodo elettorale così pieno di fenomeni delinquenziali e piccoli e grandi attentati a chi gravita nel mondo della politica. Il clima di tensione che si respira in questi giorni in città impone una seria riflessione sull’ordine pubblico e sul tema della legalità sul nostro territorio.

Matteo si può scordare che faremo quello che dice lui. Il partito oggi è un animale ferito che rischia di stramazzare alle prossime elezioni. Matteo Renzi "si può dimenticare che noi facciamo quello che dice lui. Utilizzeremo la voce delle decine di migliaia di persone che ci hanno votato per impedirgli che rifaccia gli stessi errori, evitando di condividere le scelte. Se dovesse rifare questo gioco, lo scontro sarà frontale". Commentando la vittoria alle primarie dell'ex premier, il governatore Michele Emiliano è molto duro e annuncia che resterà nel Pd, ma per fare la guerra a Renzi.

Immagine, da: http://www.municipioroma.it/wp-content/uploads/2016/02/naufragio_fiumara-620x310.jpg

Finora, se qualcuno si fosse malauguratamente azzardato a ipotizzare la presenza di interessi economici dietro il sempre più incontrollato flusso di migranti verso l'Italia, sarebbe stato immediatamente bollato come razzista, xenofobo e, naturalmente,...populista. Adesso però, dopo la situazione descritta dal Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, quindi da un magistrato, si scopre l'affidamento ai privati di un sempre più dilagante flusso umano.

Augusto Minzolini immagine La Stampa
Respinta la decadenza del senatore condannato per peculato.
Lui: mi dimetto comunque. Il deputato M5S strappa il testo  della legge Severino: «Poi non lamentatevi della violenza» L’ex direttore del Tg1 Minzolini viene accolto con gioia dai senatori di Fi: manate, abbracci e pacche sulla testa.Nessuno scommetteva un cent sulla sorte di Augusto Minzolini.

Il referendum del 4-12-16, ha sancito la vittoria della Costituzione nei confronti di un agguerrito drappello di saccheggiatori determinato a espungere un essenziale momento della nostra storia e della nostra democrazia. Allora, ha trionfato il desiderio di libertà e di democrazia. Allora, ha vinto il popolo: ha vinto l'”accozzaglia”, che, con le sue sofferenze e con il sacrificio della propria vita, ha scritto una Carta che dovrebbe disciplinare la vita di un ordinato consesso civile.

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